ROMA – A Boccadasse, il caratteristico borgo marinaro di Genova, Gino Paoli da ragazzo viveva “in una specie di soffitta” con Ciacola, diventata poi “La gatta” più famosa della canzone italiana. E nel mare di Boccadasse, il cantautore terminerà il suo viaggio: le sue ceneri saranno infatti sparse, per sua volontà, tra le acque che hanno attirato per tanti anni il suo sguardo, sul lungomare del quartiere che è rimasto nei suoi ricordi più cari.
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Ma i fan e conoscenti di Paoli non potranno dargli un ultimo saluto. I funerali del cantautore, scomparso nella sua casa del Quartiere Azzurro di Genova, nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo, all’età di 91 anni, si terranno infatti nella giornata di giovedì 26 marzo in forma privata, alla presenza dei soli familiari, e senza camera ardente.
Intanto la sua città, Genova, gli rende omaggio in piazza De Ferrari dove da ieri sera un maxischermo è stato installato a coprire tutta la facciata del palazzo della Regione per proietta immagini e ricordi, mentre le sue canzoni risuonano in filodiffusione. Così pure nei cortili e porticati di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova e per tutta la via Garibaldi, la strada patrimonio Unesco su cui si affaccia il palazzo. Nel 2022 l’artista aveva ricevuto la “Croce di San Giorgio”, onorificenza istituita da Regione Liguria e dall’allora presidente Giovanni Toti, che gliel’aveva consegnata proprio insieme a Bucci, allora sindaco. E Paoli aveva dichiarato: «I premi non mi interessano quasi mai, ma se mi viene dato da Genova e dalla Liguria allora diventa importante. Sono innamorato di questa città».





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