sabato 18 Aprile 2026

Influenza aviaria, in Lombardia il primo caso umano rilevato in Europa

I casi umani sono caratterizzati da malattia lieve e non è stata mai riportata trasmissione da persona a persona

ROMA – Il ministero della Salute informa che la Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità, in una persona fragile con malattie concomitanti proveniente da un paese extraeuropeo dove ha contratto l’infezione, e attualmente ricoverato. Lo riporta un comunicato del ministero.

Si tratta del primo caso umano di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa. Sulla base delle informazioni scientifiche ad oggi disponibili, il contagio avviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati. I casi umani sono caratterizzati da malattia lieve e non è stata mai riportata trasmissione da persona a persona.
Tutte le verifiche previste sono state tempestivamente effettuate e i contatti del caso sono stati individuati, nell’ambito delle ordinarie attività di prevenzione e sorveglianza.

Il ministero della Salute ha immediatamente attivato il coordinamento con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e il gruppo degli esperti di laboratorio di riferimento nazionale e ha garantito il raccordo e l’aggiornamento degli organismi internazionali competenti.
Attualmente non si rilevano criticità e la situazione è costantemente monitorata.

BERTOLASO: “NESSUN ALLARME”

Situazione “sotto controllo” e senza rischi per la popolazione per il primo caso europeo di influenza aviaria H9, individuato in Lombardia in un paziente proveniente dall’estero. A renderlo noto è l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che precisa anche che il paziente è ricoverato in isolamento all’ospedale San Gerardo di Monza, dove viene seguito sia per l’infezione virale sia per altre patologie concomitanti.

L’individuazione del primo caso europeo di influenza H9 in Lombardia non deve essere motivo di allarme per la popolazione, ma è la prova tangibile che la nostra macchina della prevenzione funziona con estrema precisione. Abbiamo agito con grande tempestività”, sottolinea Bertolaso, che definisce la rete regionale di sorveglianza epidemiologica “un sistema d’eccellenza”.

Subito dopo l’identificazione del caso, Regione Lombardia ha attivato il coordinamento con il ministero della Salute e con l’Istituto superiore di sanità per la gestione clinica e il monitoraggio dei contatti. L’indagine epidemiologica è stata condotta da Ats Brianza, mentre le analisi molecolari che hanno consentito di individuare con precisione il virus sono state eseguite dall’Università Statale di Milano e confermate dal Centro regionale malattie infettive e dall’Iss.

PREGLIASCO: “IN CONTROLLO E NO ALLARMI”

Il primo caso di aviaria individuato in Lombardia “conferma quanto sia centrale oggi la sorveglianza globale delle malattie infettive”. A dirlo è Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene generale e applicata all’Università di Milano, oltre che direttore scientifico di Osservatorio Virusrespiratori.it, che invita a leggere l’episodio senza allarmismi ma come un segnale da non sottovalutare. “I virus influenzali di origine aviaria, come l’H9N2, sono osservati speciali proprio per la loro capacità di mutare e, in alcuni casi, adattarsi all’uomo. In questo caso specifico, però, parliamo di un’infezione importata e in un soggetto fragile, quindi in un contesto clinico ben definito”, spiega.

Per Pregliasco non ci sono al momento elementi che facciano pensare a un rischio immediato per la popolazione, ma casi come questo devono servire a rafforzare i sistemi di allerta precoce e la capacità di preparazione. “La lezione che abbiamo imparato negli ultimi anni è che anticipare è fondamentale: identificare rapidamente, isolare se necessario e monitorare i contatti”, sottolinea il virologo. Il quadro, conclude, resta “sotto controllo”, ma rappresenta anche “un promemoria dell’importanza di non abbassare la guardia nei confronti delle zoonosi emergenti”.

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