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Medicina di genere, Zampa: “Contribuisce a personalizzare la cura”

sandra zampa
Linda Laura Sabbadini, chair Women20: "La medicina di genere è necessaria per avere cure adeguate"
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ROMA – “La medicina di genere è un tema a me molto caro, senza considerare il genere è impossibile arrivare all’equità nella tutela della salute e nelle cure“. Lo ha detto la già Sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervenendo all’incontro di oggi su zoom promosso da W20 sulla medicina di genere come tema da portare in agenda per il G20. Tema da sempre centrale nell’attività istituzionale di Zampa che il 22 settembre 2020 ha sottoscritto un decreto per istituire presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere “Sotto la presidenza italiana, come sapete, il G20 si concentrerà su tre pilastri d’azione: persone, pianeta, e prosperità e mirerà a trovare un percorso per rispondere alla pandemia COVID-19″, ha detto Zampa riferendosi a “l’accesso equo e mondiale a strumenti diagnostici, terapeutici, ai vaccini e a rafforzare la resilienza ai futuri shock legati alla salute. È ovvio che non è possibile raggiungere l’equità nella salute se non si supera il divario di genere e questo può avvenire solo se applichiamo la cosiddetta gender medicine”, ha affermato.

“In base alla definizione di OMS di genere, essa può essere definita- ha spiegato- come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche e socio-economiche e culturali sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. A tale proposito, l’Italia, poco tempo fa, ha iniziato un cammino virtuoso emanando una legge che si propone di portare l’esigenza di questa nuova dimensione della medicina in tutte le specialità mediche, per garantire ad ogni persona, sia uomo che donna o altra identità sessuale la prevenzione e la cura più appropriata. È evidente- ha ribadito Zampa- che l’applicazione della medicina di genere contribuisce in maniera essenziale al paradigma della centralità della persona assolutamente necessaria per arrivare ad una reale personalizzazione della prevenzione e della cura”.

“Il ministero della Salute e il Centro di riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione di un Tavolo tecnico-scientifico, e di altri enti e istituzioni di area sanitaria tra cui AIFA e AGENAS- ha ricordato Sandra Zampa- hanno stilato un piano specifico dove si individuano 4 aree di intervento (Percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, Ricerca e innovazione, Formazione, Comunicazione). Infine è stato istituito l’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere, e devo dire per me costituisce motivo d’orgoglio e soddisfazione aver firmato il decreto che lo ha reso esecutivo- ha dichiarato ancora- L’Osservatorio è deputato ad assicurare l’avvio, il mantenimento nel tempo e il monitoraggio delle azioni previste dal Piano, aggiornando nel tempo gli obiettivi in base ai risultati raggiunti, in modo da fornire al ministro della Salute gli elementi per riferire annualmente alle Camere. Ciò inoltre permetterà di aggiornare in tempo reale il piano in base alle esigenze che nascono dl territorio. L’Osservatorio rivestirà un ruolo chiave per promuovere la collaborazione delle diverse istituzioni centrali con quelle regionali, visto che in Italia la sanità è delegata alle regioni. Il loro coinvolgimento è rilevante anche per prevenire diseguaglianze interregionali su un tema così importante”.

Per raggiungere l’obiettivo ha ribadito Zampa “è necessaria un’attiva collaborazione che comprende le istituzioni centrali, locali e tutti gli stakeholder interessati, così da consentire che l’approccio di genere si traduca concretamente in tutti i servizi sanitari resi alla collettività. Tale risultato passa anche attraverso un nuovo modo di intendere la ricerca e questo implica un coinvolgimento sempre maggiore delle Università e un ampliamento delle collaborazioni transnazionali. Sono certa che da questa commissione del G20 women costituita da così eminenti scienziati arriveranno suggerimenti, indicazioni che aiuteranno l’Italia e tutti gli altri stati membri a superare il gender gap in sanità aumentando l’equità e l’appropriatezza. Mi auguro anche che il lavoro di questa commissione- ha concluso- sia condiviso con gli altri Engagement Group del G20 perché potrà portare elementi sostanziali per vincere questa pandemia che ci attanaglia e le cui conseguenze sulla salute, non solo relativamente al lockdown, sono molto più pesanti sulle donne che sull’uomo”.

SABBADINI: “MEDICINA DI GENERE NECESSARIA PER CURE ADEGUATE”

“Medicina di genere: due parole affascinanti che sintetizzano un importante approccio alla medicina”. Ha iniziato il suo intervento con questa definizione Linda Laura Sabbadini, chair Women20, l’incontro di oggi su piattaforma Zoom dedicato appunto alla medicina di genere, come tema presente nelle istanze del W20 per sottolineare la necessità che “la medicina di genere sia nell’agenda del G20 per lo sviluppo delle pari opportunità nella salute”. Hanno partecipato all’incontro, tra le altre, Elvira Marasco, Capo delegazione italiana del W20; la già Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa e Flavia Franconi, docente di farmacologia all’Università di Sassari. “Questo approccio mira ad analizzare le differenze emergenti dal punto di vista di genere in molti aspetti- ha spiegato Sabbadini- quello anatomico, fisiologico, biologico, funzionale, sociale e quello relativo alla risposta al trattamento farmacologico. Uomini e donne, nella malattia sono diversi“.

“Diversi studi hanno dimostrato che la psicologia di uomini e donne è diversa, così come la fisiologia degli uomini e anche le donne sono diverse. Questa diversità ha un impatto importante sulla diagnosi e sul trattamento della malattia e su come il paziente l’affronta”, ha chiarito ancora Sabbadini. “Se non consideriamo l’approccio di genere in medicina, le donne non possono ricevere una cura adeguata. Diagnosi e cure efficaci per la popolazione maschile non possono essere ugualmente valide per la popolazione femminile. Dare peso alle diseguaglianze di genere in salute- ha rimarcato- significa dare a tutti pari opportunità di salute”. Una precisazione sta a cuore a Sabbadini: “La medicina di genere non è la medicina delle malattie legate al genere, non lo è quello delle malattie prevalenti in un genere. È- ha chiarito in conclusione- la ricerca di come le malattie differiscono tra uomini e donne. Quanto differiscono quindi prevenzione, segni clinici, approccio terapeutico, prognosi, impatto psicologico e sociale. Oggi iniziamo un percorso come donne del G20 per il futuro nella medicina di genere”.

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