È morto di Covid Gabriele Digani, direttore dell’Opera Padre Marella

foto credit @ Simone Martinetto
Fra due giorni avrebbe compiuto 80 anni. Era ricoverato dal 21 marzo al Policlinico Sant'Orsola per problemi respiratori legati al coronavirus
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Maurizio Papa e Andrea Sangermano

BOLOGNA – Padre Gabriele Digani, direttore dell’Opera di padre Marella di Bologna, è morto a seguito di complicazioni polmonari dovute al contagio da Covid-19: fra due giorni avrebbe compiuto 80 anni. “Grazie padre Gabriele per la tua vita esemplare e la tua caparbia lotta a tutela degli ultimi”, è il messaggio di cordoglio diffuso dall’Opera.

Dal 21 marzo era ricoverato al Policlinico Sant’Orsola per problemi respiratori legati al Covid e nel corso delle ultime ore le sue condizioni sono peggiorate “in modo irreparabile”, riferisce l’Opera. “I suoi poveri, l’intera Opera di padre Marella, l’Ordine dei Frati Minori, l’Arcidiocesi di Bologna e l’intera città- continua la nota- perdono un padre, un testimone, un amico e un simbolo autentico di carità“. Digani era nato il 27 marzo 1941 a Boccassuolo, oggi frazione del Comune di Palagano, in provincia di Modena. Nel 1956 entrò nel Collegio serafico dell’Osservanza a Bologna e nell’agosto del 1960 entrò in noviziato per vestire l’abito dei frati minori. L’1 maggio del 1967 pronunciò i voti solenni e il 22 marzo del 1969 venne ordinato sacerdote dal cardinal Antonio Poma. Nel 1970 entrò al servizio dell’Opera di Padre Marella a fianco del direttore di allora, padre Alessandro Mercuriali. Dal 1974 al 1976 è stato rettore del seminario interprovinciale dell’Antoniano di Bologna. “Dal 1976 a oggi- continua la nota- ha trascorso la sua vita e la sua missione nell’Opera di Padre Marella: fino al 1988 in fraternità con altri due confratelli poi, rimasto solo, dal 1988 a oggi ne ha ricoperto il ruolo di direttore”.

Come amava sempre ricordare, scrive l’Opera, “nella sua lunga vita ha celebrato più di 25.000 sante messe e si è sempre detto sbalordito nel pensare a ‘quanti poveri e quanta grazia di Dio sia passata tra le sue povere mani’. Lo scorso anno, proprio il 26 marzo, perdeva il suo ultimo fratello. Giorgio era il suo ultimo legame con la famiglia e la persona di cui si è preso cura per una vita, fino all’ultimo minuto”.

Tra i suoi ultimi ricordi, segnala l’Opera: “Trent’anni e oltre sono tanti per chi vive tra la gente, a contatto con tutto ciò che c’è di più umano. Sono cambiate in gran parte le povertà, ne sono emerse di nuove. È cresciuta la solitudine, l’isolamento. In questi decenni l’Opera a cui ho dedicato la vita si è adeguata ai segni dei tempi. Non è rimasta a guardare, ma ha agito con i suoi limiti e le sue limitate risorse”. Ha detto ancora Digani: “Posso dire che tocco con mano ogni giorno che il Signore ci assiste, me e l’Opera, e che padre Marella con il suo grande carisma è ancora presente. Da uomo di fede, non dubito che questa protezione per chi si occupa dei più deboli verrà meno. Occorre però continuare sul serio a esercitare la carità nel modo giusto, come dice il Vangelo e come ha incarnato e testimoniato Padre Marella”.

MEROLA: “PADRE DIGANI INSTANCABILE TESTIMONE DELL’IMPEGNO PER GLI ALTRI”

La morte di padre Gabriele Digani “mi addolora molto. Il virus è riuscito a portarsi via anche lui, instancabile testimone dell’impegno per gli altri“, scrive il sindaco di Bologna, Virginio Merola, in un messaggio di cordoglio diffuso per la scomparsa del direttore dell’Opera di padre Marella. “Conservo il ricordo della sua felicità il giorno della beatificazione di padre Marella, lo scorso 4 ottobre- aggiunge il primo cittadino- e il suo sorriso così aperto e sincero, espressione del suo grande animo. A tutta la comunità dell’Opera padre Marella vanno le mie più sentite condoglianze”.

Appena diffusasi la notizia della morte di Digani, alcuni mazzi di fiori sono comparsi nell’angolo tra via Drapperie e Caprarie dove fino a pochi giorni fa il religioso era solito raccogliere le offerte, mentre tra i passanti c’è chi si ferma per qualche momento davanti alla lapide dedicata a padre Marella. Digani “era un esempio. Con un immenso spirito di carità si è preso cura degli ultimi, dei più poveri. Ha dedicato la propria vita a migliorare quella degli altri, prendendoli per mano, facendoli sentire meno soli. Bologna perde una figura bellissima. Grazie di tutto”, scrive su Facebook il Pd. Per il parlamentare dem Andrea De Maria, padre Digani “è stato un esempio di vicinanza ai più deboli ed ai più poveri, occasione per promuovere una idea di comunità solidale e più giusta, che parla a tutti. L’Opera di padre Marella è parte della storia e della identità di Bologna. La sua scomparsa “riempie il nostro cuore di amarezza. È stato un grande interprete della lezione morale e spirituale di padre Olinto Marella”, afferma Pier Ferdinando Casini: “Sono certo che la comunità bolognese vorrà ricordare nel modo adeguato, con opere concrete di carità, questo testimone scomodo e coraggioso dei tempi nostri”.

Padre Digani “ci mancherà”, dice l’assessore comunale Matteo Lepore: “Una figura che per molti bolognesi rappresentava un’immagine di carità, semplicità e devozione alla causa degli ultimi. Impossibile non notarlo nel Quadrilatero, seduto con pazienza e discrezione, in attesa di un cenno di attenzione che ricambiava sempre con un sorriso”. Si tratta di “una perdita enorme“, afferma l’assessore Alberto Aitini, perché “l’umiltà e la gentilezza con cui stava in mezzo alle persone hanno lasciato sicuramente un segno nel cuore dei tanti che lo hanno incontrato, che ha aiutato o con cui ha semplicemente scambiato due parole o un sorriso”. La sua morte “è un duro colpo per la nostra città, che perde un esempio di carità, un modello inarrivabile di ascolto, di fratellanza, di inclusione sociale“, affermano Giancarlo Tonelli e Gian Luca Galletti di Bologna civica: “Spetta a noi il compito, ora, di proseguire nel solco che ha tracciato, per rendere Bologna una città più che mai accogliente verso gli ultimi e i penultimi”.

Con padre Digani “perdiamo un importante punto di riferimento per quanti si occupano di welfare in città, in un’ottica di fratellanza, al di là di qualunque etichetta. Ci impegniamo a dare seguito all’azione caritativa di padre Gabriele e restiamo uniti in preghiera con i volontari e i beneficiari dell’Opera”, scrive in una nota Elisabetta Lippi per le Acli. “Seguendo le orme del beato Marella hai continuato nel corso di tutta la tua vita a ‘sollevare il povero dal basso, piuttosto che tirarlo su dall’alto’ continuando a servire l’indigente ed il derelitto nelle ‘periferie’ della città di Bologna. La tua morte lascia un vuoto grande e lascia sgomenta tutta Bologna”, scrivono Marco Cevenin e Paolo Mengoli della Confraternia della misericordia, rivolgendosi idealmente a Digani.

BONACCINI-SCHLEIN: “ERA UOMO STRAORDINARIO, IL SUO FARO SONO SEMPRE STATI GLI ULTIMI”

Il suo faro sono sempre stati gli ultimi, i più deboli e quelli che la nostra società fatica ad aiutare”. Così il governatore Stefano Bonaccini e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, rendono omaggio al direttore dell’Opera Marella, padre Gabriele Digani, morto oggi a Bologna a causa delle complicanze legate al Covid. “Con padre Gabriele se ne va un uomo straordinario- affermano Bonaccini e Schlein- che ha dedicato tutta la vita alle povertà. Da quelle materiali a quelle relazionali, spendendo con altruismo la propria esistenza ad alleggerire le difficoltà del prossimo”.

Padre Digani “aveva colto con grande anticipo come erano cambiate, nella società contemporanea, le povertà e come ne fossero emerse di nuove e più complesse. Per questo era stato capace, anche con i pochi mezzi di cui disponeva, di avvicinare ogni volta di più l’Opera Pia Padre Marella ai bisognosi, nella sua preziosa azione di carità e vicinanza”, affermano Bonaccini e Schlein.

IL CARDINALE ZUPPI CELEBRERÀ ESEQUIE PADRE DIGANI LUNEDÌ IN CATTEDRALE

Saranno celebrati lunedì prossimo, 29 marzo, alle 14 in cattedrale a Bologna i funerali di padre Gabriele Digani, direttore dell’Opera Marella, morto oggi per le complicanze legate al Covid. A presiedere le esequie sarà il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna.

“Ricordo la sua grande gioia lo scorso 4 ottobre, giorno della beatificazione di Padre Marella- è l’omaggio di Zuppi a padre Digani- il saluto e il lungo applauso che ha ricevuto quando ha parlato al termine della cerimonia, segno del suo legame con i bolognesi. Padre Digani ha svolto una grande opera di carità ed è stato collegamento e continuità del servizio di Padre Marella a favore dei bisognosi. Ha incarnato in questi anni tutto il suo spirito. Molti, infatti, lo ricordano anche per la sua costante presenza in quell’angolo, nel cuore della città, fra via degli Orefici e via Caprarie, dove fisicamente era un segno di attenzione e vicinanza per tutti”. I funerali del frate saranno svolti nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid e saranno trasmessi in diretta streaming sul sito web della Chiesa di Bologna e sul canale YouTube di ’12Porte’.

LEGGI ANCHE: Bologna, l’estate culturale riparte da tre: un’arte per ogni piazza

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»