Vaccino, Cuba avvierà somministrazione sperimentale su 1,7 milioni di abitanti

Cuba prevede di vaccinare metà della popolazione dell'isola, pari a 6 milioni di persone, entro agosto 2021
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ROMA – Entro maggio Cuba somministerà a quasi tutta la popolazione de L’Avana dosi sperimentali di due dei cinque vaccini a cui la Repubblica cubana sta lavorando da mesi. Un milione e 700.000 abitanti proveranno quindi a breve i sieri Soberana 02 e Abdala, che il 4 marzo scorso sono entrati entrambi nella terza fase, quella conclusiva, degli studi sperimentali che a breve potrebbero rendere Cuba il primo e unico Paese dell’America Latina ad aver prodotto un vaccino per il Covid-19. Queste le ultime notizie riportate da NBCNews e Xinhua (la maggiore agenzia di stampa nazionale cinese, ndr) sugli avanzamenti biotecnologici dell’isola socialista caraibica. E non finisce qui: a quanto si apprende dalla recente conferenza stampa di Ileana Morales, dirigente del ministero della Salute cubano, allo studio sperimentale che vedrà coinvolta la popolazione della capitale, si aggiunge, poi, quello già avviato su 150.000 “lavoratori in prima linea nella città”, fra cui operatori sanitari, personale medico e scienziati.

Abdala e Soberana 02 (che in cubano vuol dire sovranità, ndr) verranno inoculati in doppia dose, con un intervallo temporale pari a due settimane, e Morales ha dichiarato che al momento “sono state già pianificate” le inoculazioni per “70.000 operatori della salute”. Al livello nazionale, ha aggiunto in conferenza stampa, “circa 490.000 lavoratori essenziali nel settore sanitario e biofarmaceutico verranno vaccinati”. Lo studio su queste categorie, intanto, coinvolge 82 policlinici e ospedali della capitale, che al momento risulta l’epicentro della pandemia da Sars-Cov2 “con oltre 400 casi al giorno nel corso dell’ultima settimana”, a quanto riporta Xinhua. Numeri che spaventano se riletti assieme alla media settimanale di tutta l’isola, pari a 752 nuovi casi di Covid-19 al giorno. Così proprio ieri, Gisele Moreno, dentista tra i 150.000 che sperimenteranno i sieri prodotti sull’isola, sentita da Xinhua, ha dichiarato: “Queste iniezioni ci aiuteranno a proteggerci dal virus. Per questo abbiamo lavorato duramente per oltre un anno e abbiamo moltissima fiducia nei nostri vaccini”.

Dal canto suo, Osiris Barberia, vicedirettore del policlinico Martires del Corynthia che supervisiona i protocolli delle vaccinazioni sperimentali sui lavoratori della salute, ha spiegato come “questo studio aumenterà la copertura vaccinale dell’Avana fino a quando i vaccini non riceveranno l’approvazione finale del Centro cubano per il controllo statale dei medicinali”, si legge Xinhua.

In disaccordo, però, i più critici del governo socialista che, secondo quanto riporta NBCNews, durante la corsa al proprio vaccino avrebbe sbagliato scegliendo di non procedere con l’acquisto di altri sieri già disponibili sul mercato globale. A causa dell’embargo commerciale statunitense, in virtù della propria sopravvivenza e autosufficienza, però, Cuba “negli anni ha sviluppato un vasto settore biotecnologico” che tuttora, in piena pandemia, risulta convincente per diversi stati. Tra questi, “il Venezuela e l’Iran” – anch’essi soggetti a sanzioni statunitensi – che hanno già dichiarato di voler provare i vaccini cubani” non appena saranno disponibili. Come Messico e Guatemala che, si legge su NBC, hanno mostrato grande interesse per i sieri. Intanto, dall’ultima conferenza stampa televisiva, sia Xinhua che NBCNews riportano che Cuba “prevede di vaccinare metà della popolazione dell’isola (6 milioni di persone, ndr) entro agosto 2021”.

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