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Idoneità a rischio per i no vax. Cisl: decide il medico aziendale

VACCINE DAY VACCINAZIONE ANTI COVID 19 PRESSO L'OSPEDALE SPALLANZANI
Claudio Arlati, responsabile salute e sicurezza del sindacato, spiega che "il medico competente può esprimere una valutazione sull'idoneità alla mansione"
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BOLOGNA – Se il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini vorrebbe i sanitari no vax lontani dalla ‘prima linea’ degli ospedali per non mettere a rischio i pazienti, la Cisl sottolinea: già oggi i medici aziendali possono valutare la mancanza di vaccinazione al Covid come elemento contrario all’idoneità al lavoro in ambienti a rischio, come appunto quelli sanitari. Lo spiega Claudio Arlati, responsabile salute e sicurezza del sindacato. “Attenzione- ammonisce in un video postato sul profilo Facebook della Cisl regionale- il medico competente può, nel momento in cui definisce il suo giudizio di idoneità alla mansione, trattare dati relativi alla vaccinazione. E se lo ritiene tenerne conto per esprimere una valutazione sulla idoneità alla mansione, specialmente in quegli ambienti in cui i lavoratori e le lavoratrici sono esposti al rischio biologico, per esempio gli ambienti sanitari”.

I DATI SULLA VACCINAZIONE NON POSSONO ESSERE RICHIESTI DAL DATORE DI LAVORO

Arlati chiarisce che invece i dati sulla vaccinazione non possono essere in alcun modo richiesti e ottenuti dai datori di lavoro. “Vaccinarsi è un dovere etico di tutti– sottolinea l’esponente Cisl- ma il datore di lavoro può chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici se si sono vaccinate contro il Covid quale condizione per entrare o rientrare nei locali di lavoro? Su questo- chiarisce Arlati- è intervenuto il garante della Privacy che ha risposto ‘no’ a questa domanda. Il datore di lavoro non può chiedere informazioni al lavoratore sul suo stato vaccinale. Né tantomeno può richiedere la documentazione di avvenuta vaccinazione”. Allo stesso modo il datore di lavoro non può chiedere al medico competente gli elenchi dei lavoratori che si sono vaccinati contro il coronavirus. “Sono dati sanitari che solo il medico può trattare al fine del giudizio di idoneità”, sottolinea ancora l’esperto del sindacato.

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