Coronavirus, manifesti shock a Cagliari: è bufera sul sindaco Truzzu

La replica del primo cittadino del capoluogo sardo: "E' più importante la salute dei cittadini che il mio consenso"
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CAGLIARI – Non c’e’ dubbio che il sindaco di Cagliari abbia scelto la linea dura per fermare passeggiate e corse nella sua citta’. Gli appelli via social lanciati da Paolo Truzzu con cadenza quasi quotidiana dall’inizio dell’emergenza coronavirus, evidentemente non sono serviti a scoraggiare spostamenti non giustificati, e cosi’ il sindaco del capoluogo sardo ha alzato la posta, tappezzando le vie cittadine di manifesti con messaggi durissimi: “Quando hanno intubato mio padre, ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”, si legge in un pannello, “quando hanno portato mia madre in ospedale, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”, nel secondo e “quando mio figlio e’ stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”, nel terzo cartello.

Tutti firmati dal sindaco di Cagliari, accanto allo slogan scelto dall’inizio dell’emergenza: “Meno usciamo, prima ne usciamo”.

Duri gli attacchi dalle opposizioni nel Consiglio comunale, e in generale dal mondo della sinistra: “Stiamo mantenendo un comportamento responsabile e collaborativo- spiega Francesca Ghirra, consigliera comunale dei Progressisti- ma ci piacerebbe che il sindaco avesse un atteggiamento positivo e rassicurante nei confronti della cittadinanza, piuttosto che cercare di far rispettare le regole con la strategia del terrore. Sono molto amareggiata e dispiaciuta, trovo questa campagna davvero eccessiva e di cattivo gusto. Avrei preferito che le risorse impiegate -quelle per la stampa, visto che l’agenzia ha comunicato di aver messo gli spazi a disposizione gratuitamente- fossero utilizzate in altro modo, magari per acquistare qualche dispositivo di protezione individuale, che oggi sarebbe di vitale importanza”.

Sottolinea Francesco Pigliaru, ex presidente della Regione e appassionato di corsa: “Questa cosa e’ una schifezza. Non solo per la scelta di testi cosi’ brutali e irrispettosi del dolore e delle paure altrui, ma anche perche’ in questo modo chi governa cerca di far passare il messaggio che e’ solo colpa nostra se le cose vanno male”.

Infine Pierfranco Devias, leader di Liberu: “Sono veramente allibito per i manifesti fatti appendere a Cagliari dal sindaco Truzzu. Una campagna di colpevolizzazione del cittadino che viene fatto passare come il responsabile del contagio. I manifesti contengono frasi come ‘quando mio figlio e’ stato contagiato ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile’. Come se siano stati questi i veicoli di maggiore diffusione del contagio e non l’impiastro di gestione della sanita’ che ci hanno regalato”.

TRUZZU: MANIFESTI SHOCK? PIÙ IMPORTANTE SALUTE

“Sono messaggi molto forti e quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. Che avrei ricevuto gli insulti. Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici, confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia. Ma mi sono chiesto: e’ piu’ importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini?“. Cosi’ il sindaco di Cagliari, Palo Truzzu, rivendica la campagna di comunicazione scelta nell’emergenza coronavirus, con l’affissione di messaggi molto duri nelle vie della citta’ contro chi esce di casa senza motivazioni.

“Voglio che, passato lo choc iniziale, si possa riflettere- spiega Truzzu in lungo post su Facebook-. Ci sono cose che possiamo evitare per salvare la nostra salute? Quella dei nostri cari, dei nostri amici e dei nostri vicini? Cari concittadini, di questo discutiamo tutti i giorni. Uscire poco o nulla, stare attenti nel fare la spesa, evitare le corsette. Ci sono cose bellissime che non possiamo fare. Sono pericolose perche’ aiutano il contagio. E il contagio, lo abbiamo visto, puo’ essere letale per molti di noi. Succede nel Nord Italia. Puo’ succedere da noi, a Cagliari, se non riflettiamo sull’effetto disastroso che molti nostri comportamenti possono avere. Mi spiace ma questa e’ la realta’. Mi preoccupo che tutti, oggi e domani, siano in ottima salute, per riprendere in mano, dopo questa tragedia, il presente e il nostro futuro“.

Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani, specifica il sindaco, “come qualcuno, dedito piu’ alla propaganda e alla mistificazione, ha voluto far credere. Cagliaritani che nella maggior parte si comportano con correttezza. L’ho sempre detto e li ringrazio. Ma il problema sono gli altri che rischiano di vanificare il lavoro di tutti. E vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono cosi’ pochi quelli che si muovono senza giustificazione. E ne basta uno per costringere una mamma a casa con i propri bambini un altro mese, un imprenditore a tenere ancora la serranda abbassata, un professionista a non avere piu’ lavoro, un lavoratore a stare a casa sperando nei sussidi del governo, un operatore dei servizi essenziali a uscire di casa con il terrore, un uomo delle Forze dell’ordine a lavorare sperando di cavarsela ogni giorno, un operatore della sanita’ ad affrontare turni massacranti in condizioni di lavoro complicate”.

Allora, conclude Truzzu, “mi faccio una domanda: se non siamo disposti ad affrontare una rinuncia in momento come questo, quando mai dovremo farlo? Ringrazio l’agenzia che ha lavorato alla campagna per spirito di servizio, senza un vantaggio economico e senza scopo auto promozionale. Ringrazio inoltre Mediaservice, anche in questo caso gli spazi sono gratuiti. La campagna non costa un euro al Comune, come le affissioni. È gratis”.

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25 Marzo 2020
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