NAIROBI (KENYA) – Quali sono le priorità della politica estera del Kenya? La sua diplomazia mette al centro le posizioni dell’Africa e del Sud globale? E ancora: quali sono le sfide per la partecipazione e la democrazia, da Nairobi alle 47 contee del Paese? Domande poste oggi dagli studenti dell’Università Lumsa ricevuti al ministero degli Esteri e al Parlamento del Kenya. Ad accoglierli e a dialogare con loro sono dirigenti di entrambe le istituzioni.
“ANZITUTTO, IL DIRITTO INTERNAZIONALE“
La prima è Rose Anyona, vice-direttrice del ministero per l’Europa e il Commonwealth. Accetta di rispondere anche su conflitti in corso e squilibri da superare: il Kenya, scandisce, “rispetta il diritto internazionale” ed è “l’unico Paese del Sud globale a ospitare una grande sede delle Nazioni Unite”. Con gli studenti, partecipanti a una winter school a Nairobi organizzata dal nuovo Lumsa University Africa Center, si parla poi di carriera diplomatica. “Ma qual è la dote più importante per eccellere nella vostra Foreign Service Academy e diventare ambasciatori?”, chiedono gli ospiti italiani. “Essere patriottici, che significa amare il proprio Paese”, risponde Anyona.


IL PARLAMENTO E I CITTADINI
Gli studenti si spostano poi in Parlamento. Brenda Ogembo, vice-direttrice dell’ufficio del Senato per le Relazioni esterne, risponde alle domande sulle sfide della politica. “Una delle più difficili riguarda la fiducia verso le istituzioni”, accennando alle proteste di piazza che nel 2024 raggiunsero anche il Parlamento: “Trasparenza e informazione sono indispensabili perché tutti capiscano che deputati e senatori non sono un’élite ma rappresentanti del popolo al servizio dei cittadini“. Gli studenti ascoltano, si interrogano anche sull’Italia e preparano già nuove domande.










