DL UCRAINA. OK DEFINITIVO AL SENATO CON LA FIDUCIA
Via libera definitivo del Parlamento con voto di fiducia al decreto legge Ucraina. Con 106 sì, 57 contrari e due astenuti il Senato ha approvato la proroga dell’invio di armi a Kiev. Hanno votato ‘no’ tutte le opposizioni, compresa Italia Viva e il gruppo di Calenda, a causa della richiesta di fiducia da parte del governo. Il provvedimento era stato approvato alla Camera l’11 febbraio scorso, con il voto contrario dei tre deputati di Futuro Nazionale, che sulla fiducia hanno però detto sì. Il decreto proroga fino al 31 dicembre l’autorizzazione a cedere agli ucraini mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici e sanitari a uso civile.
“CAPORALATO”, DOPO GLOVO ANCHE DELIVEROO NEL MIRINO DELLA PROCURA
Nuova bufera sul food delivery. La procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario per Deliveroo: l’accusa è di caporalato. Secondo gli inquirenti, i rider venivano pagati con compensi “da fame”, fino al 90% in meno rispetto ai minimi nazionali, sfruttando una condizione di estremo bisogno. Secondo i magistrati “i compensi non garantiscono un’esistenza dignitosa”. Come già accaduto per Glovo, un amministratore nominato dal Tribunale vigilerà ora sulla gestione del personale per assicurare contratti dignitosi e tutele. Il gruppo in Italia fattura 240 milioni di euro e impiega 20 mila ciclofattorini, di cui 3 mila a Milano.
REFERENDUM, TAJANI A FI: “VINCEREMO, MA OCCHIO AI BROGLI”
“Il ‘sì’ prevarrà, sondaggi approfonditi dicono che siamo in abbondante vantaggio”. Ne è convinto il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani avvertendo: “Sarà importante la difesa del voto nei seggi elettorali, era un giusto pallino di Berlusconi”. L’occasione per fare il punto sulla campagna per il referendum sulla riforma della giustizia è la segreteria del partito. “Il broglio elettorale – ha detto Tajani agli azzurri- non è una cosa anni ’50, difendiamo il nostro voto con una grande presenza di rappresentanti lista”. Ai suoi il vice premier ha chiesto di andare anche nelle tv locali per spiegare la sostanza della riforma e “contrastare la campagna diffamatoria del ‘no'”.
EDITORIA. SIT-IN GIORNALISTI ‘LA STAMPA’ DAVANTI ALLA CAMERA
Sostegno bipartisan allo sciopero dei giornalisti de ‘La Stampa’, che oggi incrociano le braccia per chiedere trasparenza sulla cessione e garanzie per l’occupazione. La vertenza approda alla Camera. Prima un incontro con i rappresentanti politici di entrambi gli schieramenti e poi un sit-in in Piazza Montecitorio. I rappresentanti dei partiti chiedono al gruppo Gedi di riferire in Parlamento. Paolo Baroni, del Cdr del giornale, spiega: “Non abbiamo nessuna garanzia su occupazione, autonomia e indipendenza della testata”. Il segretario di Stampa romana Stefano Ferrante ribadisce: il quotidiano “deve restare autonomo e indipendente”.







