FIRENZE – Dopo il vortice di polemiche per le parole sulla Palestina e i gemellaggi di Calenzano (Firenze) con popoli “storpi, ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti”, Monica Castro, consigliera di Fdi, torna a far parlare di sé. Stavolta se la prende con la 105enne Gianna Capaldi Pratesi, che ieri sera, ospite della prima puntata di Sanremo, ha ricordato il suo voto pro Repubblica al referendum del ’46 aggiungendo: “Eravamo sicuri noi, in casa mia tutti di sinistra. Dei fascisti”, seguito con uno ‘ciao ciao’ gesticolato con le mani. Parole che a Castro non sono piaciute: “Prima della guerra tutti fascisti.
Finita la guerra tutti antifascisti. La solita ipocrisia in salsa italiana”, ha scritto sui propri social per rincarare la dose subito dopo: “Ci mancava a Sanremo la propaganda di sinistra della ‘vecchietta’ di 105 anni. Non c’è mai fine al peggio. Comunisti erano, sono e rimarranno”.
Due post balzati alle cronache perché hanno attirato l’ira di Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista. “L’esponente meloniana non è riuscita a trattenere il suo fastidio per la signora Gianna Pratesi che ieri sera sul palco di Sanremo ha raccontato il suo primo voto nel 1946 per la Repubblica sottolineando che in famiglia erano tutti di sinistra e antifascisti”. Nel ringraziare la 105enne, prosegue, “non posso che esprimere disprezzo per i commenti della consigliera comunale. Solo una fascista può reagire in maniera così rabbiosa alla testimonianza della signora Gianna, che noi ringraziamo per aver ricordato a chi dobbiamo la nostra democrazia”.







