mercoledì 11 Marzo 2026

Dopo Glovo anche Deliveroo nel ciclone; la Procura di Milano: “Stop allo sfruttamento”

Ordinato il controllo giudiziario. I Pm: "Per 20 mila lavoratori retribuzione sotto la soglia di povertà". Consegne a meno di 4 euro l'ora

MILANO – Dopo Glovo, tocca anche a Deliveroo cadere sotto i colpi del Tribunale di Milano. Il Pm ha ordinato un decreto di controllo giudiziario urgente per il gruppo che sta dietro alla piattaforma delle consegne a domicilio. Si contesta lo sfruttamento, il caporalato, retribuzioni inferiori alla soglia di povertà per ventimila rider sfruttati in tutta Italia, di cui tremila solo a Milano. Il gruppo da 240 milioni di fatturato li ha trattati in definitiva come schiavi, in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione.

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“AI FATTORINI MENO DI 4 EURO L’ORA”

Deliveroo viene così sottoposto a “controllo giudiziario” perché i Pm ritengono “urgente interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori”. I rider infatti “percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro”, poco meno di 4 euro l’ora, “contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione” perché “non in grado di garantire una esistenza libera e dignitosa”.

L’INDAGINE PER CAPOLARATO

Secondo quanto riportato da Repubblica sarebbe indagato per caporalato l’amministratore unico della società, nonché l’azienda stessa per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, perché “rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità” agevolando un “pesante sfruttamento lavorativo”.

Al lavoro sull’indagine, insieme alla procura di Milano, i carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro che hanno raccolto le testimonianze di oltre cinquanta rider. Tra loro c’è chi lavora dodici ore al giorno per mille euro al mese: trecento li manda in Afghanistan alla sua famiglia. Poi il racconto di un altro rider che ogni mattina si collega alla app sul suo telefono, monta sulla bici elettrica, rimane collegato per tutto il giorno e riesce a fare dalle 11 alle 15 consegne a 4 euro ciascuna. Ma se si consegna una pizza il guadagno scende a 3 euro e qualche centesimo.

L’ALGORITMO CHE DECIDE E CONTROLLA TUTTO

Come Deliveroo, il “destino” e il guadagno dei fattorini dipende da un algoritmo, grazie al quale la società “gestisce la prestazione lavorativa attraverso una piattaforma informatica, la governa tramite stati operativi digitali, geolocalizza costantemente i prestatori d’opera, misura la disponibilità e la performance del lavoratore, e collega questi indici alla retribuzione”. L’algoritmo configura così il lavoro del ciclofattorino a partita Iva non in modo autonomo perché è la piattaforma “a governare l’allocazione del lavoro e a incidere sulla continuità delle occasioni di guadagno tramite metriche reputazionali e/o indicatori di performance (come partecipazione, affidabilità, tempestività, accettazione)”.

Glovo e Deliveroo sono i principali player delle consegne a domicilio, insieme a Just Eat che però dal 2022 ha cambiato “strada”, scegliendo di inquadrare come dipendenti gran parte dei suoi rider con una paga oraria media di circa 8,50 euro più bonus, ferie, maternità, tfr.

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