giovedì 12 Marzo 2026

Il presidente indiano Modi in Israele per rilanciare i commerci, proteste a Nuova Delhi: “Noi stiamo con Gaza”

È la seconda volta che il premier indiano compie un viaggio ufficiale in Israele: l'obiettivo è firmare accordi commerciali e di cooperazione

ROMA – Oggi e domani il primo ministro indiano Narendra Modi visiterà Israele per tenere colloqui con i vertici del governo di Tel Aviv, a partire dal premier Benjamin Netanyahu e del presidente Isaac Herzog. È previsto anche un intervento di Modi alla Knesset. Modi, che è stato il premier indiano a compiere un viaggio ufficiale in Israele nel 2017, torna per la seconda volta con l’obiettivo di firmare accordi commerciali e di cooperazione nel campo della difesa, che seguono il rinnovo – a settembre scorso – del Trattato bilaterale sugli investimenti, avviato per la prima volta nel 1996. “Non siamo in competizione, piuttosto ci completiamo a vicenda“, ha detto lunedì Jp Singh, ambasciatore indiano in Israele all’emittente Akashvani Live Radio, aggiungendo che “Israele è molto bravo nell’innovazione, nella scienza e nella tecnologia”. Secondo il diplomatico i colloqui potrebbero verte anche su “intelligenza artificiale, sicurezza informatica e tecnologia quantistica“. Il suo omologo in India, l’ambasciatore Reuven Azar, ha aggiunto che i due paesi stanno anche “procedendo con la firma di un accordo di libero scambio, auspicabilmente entro quest’anno”.

La visita del premier indiano avviene mentre nella Striscia di Gaza si continuano a verificare violazioni del cessate il fuoco e mancanza di beni vitali per la popolazione. E’ stata inoltre diffusa stamani una inchiesta condotta da Forensic Architecture insieme al gruppo Earshot sulla strage degli operatori umanitari del 23 marzo scorso. Stando alla ricostruzione degli organismi indipendenti, quel giorno le forze israeliane avrebbero sparato 900 colpi contro dei convogli dei soccorritori nei pressi di Rafah, nonostante riportassero chiaramente i loghi della Mezzaluna rossa palestinese. Quindici persone tra medici e paramedici della Mezzaluna rossa persero la vita. Tra loro anche soccorritori della Protezione civile palestinese e un operatore dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi. L’indagine riferisce che chi non morì all’interno dei veicoli sarebbe stato inseguito e “giustiziato”. I corpi e i veicoli coinvolti nell’attacco vennero successivamente ritrovati seppelliti in fosse comuni.

Il viaggio di Modi in Israele è sostenuto dalla maggioranza ma ha attirato critiche da vari esponenti dell’opposizione, tra cui il deputato Jairam Ramesh, che ha ricordato lo storico sostegno dell’India alla causa palestinese. Una posizione politica che risale all’epoca di Ghandi e che l’avvento di Modi ha modificato in favore di Tel Aviv.
Come riferisce l’agenzia United News of India, il membro del Congresso ha detto: “Modi oggi abbraccia sfacciatamente Netanyahu, nonostante abbia ridotto Gaza in macerie e stia pianificando di espandere gli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata”. Manifestanti si sono dati anche appuntamento ieri a New Delhi per protestare contro il viaggio del premier e esprimere solidarietà ai civili palestinesi.
Per Modi tuttavia si tratta di una missione economica, per rafforzare quella crescita che è tra i pilastri del suo governo. Per la Banca mondiale, la crescita dell’economia indiana si conferma le più rapide al mondo per il quarto anno consecutivo, mentre il governo stima che il Pil potrebbe arrivare a oscillare tra il 6,8% e il 7,2% tra il 2026 e il 2027. New Delhi è quindi un partner ambito, in un’epoca segnata da instabilità internazionale a causa dei conflitti e anche per effetto dei dazi di Trump a livello globale.
A fine gennaio, il governo Modi ha siglato un accordo di libero scambio con l’Unione europea del valore di 27 trilioni di dollari, definito dalle parti “la madre di tutti gli accordi”. Solo poche settimane prima, il 5 dicembre, Modi accoglieva il presidente russo Vladimir Putin per rafforzare i legami economici nei settori del commercio, dell’energia e dell’agricoltura. I due leader ne hanno approfittato anche per inviare un messaggio chiaro all’Occidente, a partire da Stati Uniti e Ue: le relazioni politiche tra i due Paesi sono “salde come una stella polare”. Né la guerra in Ucraina né altri scenari di conflitto riusciranno a comprometterle.
Sia il premier Netanyahu che il presidente Putin sono ricercati dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità, ma l’India non è obbligata a eseguire l’arresto in quanto non è parte della Cpi.

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