lunedì 16 Marzo 2026

Sanremo, Kabir Bedi: “Non bisogna uccidere le tigri”. E promuove Can Yaman: “Degno successore”

Sul palco dell'Ariston l'incontro tra i due Sandokan a 50 anni dalla leggendaria serie che venne interpretata da Kabir Bedi

ROMA – Due Sandokan al prezzo di uno, tutti e due insieme sullo stesso palco del Festival di Sanremo. Da una parte Kabir Bedi, attore indiano di 80 anni, dall’altro Can Yaman, 36enne attore turco e sex symbol. L’incontro è andato in scena sul palco del festival di Sanremo, edizione numero 76, dove Can Yaman era in veste di co-conduttore di Carlo Conti per la prima serata. Entrando sul palco dell’Ariston, ancor prima di scendere le scale, Kabir Bedi ha detto: “Grazie per il vostro amore, per il rispetto che mi avete dato in 50 anni“. Dopo la breve intervista a due (e la messa a confronto della mitica scena del combattimento ‘volante’ di Sandokan con la tigre), Kabir Bedi ha fatto l’animalista della situazione, dicendo: “Non dobbiamo uccidere le tigri, ma preservarle“.

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Kabir Bedi fu Sandokan nell’indimenticabile serie televisiva “La Tigre di Mompracem” del 1976: da allora sono passati 50 anni e l’attore, all’epoca aveva 30 anni ed era considerato di un fascino unico. Stessa situazione che si ripete oggi con Can Yaman, al lavoro sulla nuova serie Sandokan (remake di quella passata) che sta avendo grandissimo successo. Questo il commento dell’attore 80enne: “La nuova serie ha una storia completamente diversa dal mio, ma vederla è stata un’esperienza molto piacevole. È stato interessante, affascinante, vedere come hanno cambiato le storie di tutti i personaggi”. Essere Sandokan, ha aggiunto, “è una grande responsabilità, è una figura iconica. Siamo entrambi molto fortunati a interpretare questo personaggio molto importante per la cultura italiana. Dobbiamo ricordare che la gente ci ammira non solo per la nostra interpretazione ma per quello che Sandokan rappresenta”. 

Per celebrare al meglio il personaggio, e per far sorridere il pubblico, sul maxischermo dell’Ariston è stata mostrata la leggendaria scena in cui Sandokan colpisce e uccide una tigre, in uno scontro acrobatico in aria. Nella scena di allora gli effetti, visti con gli occhi di oggi e pressochè inesistenti, fanno chiaramente sorridere. La tigre di Can Yaman, invece, è realizzata ovviamente con il digitale. Conti, dopo aver ricordato il fatto che alla base delle due scene c’erano “tecnologie diverse”, dice semiserio: “Nessuna tigre è stata maltrattata per realizzarle”. E Kabir Bedi coglie l’occasione per dire invece una cosa seria: “In questi giorni dobbiamo preservare le tigri, non uccidere le tigri“. A chiudere la scena una gag (di dubbio gusto) con Laura Pausini che ha annunciato il ‘nuovo Sandokan’ e alle sue spalle ecco apparire la gigantografia di Carlo Conti ‘Carlokan’ truccato e vestito da Sandokan.

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