ROMA – “Pensavo di poterlo proteggere, pensavo che ce l’avremmo fatta. E invece no”: dolore, rimpianti, il senso di vuoto, il senatore Mario Occhiuto, a distanza di pochi giorni, prova a descrivere la sofferenza della perdita del figlio Francesco, scomparso domenica scorsa a Cosenza, cadendo dall’ottavo piano dell’appartamento in cui viveva con la famiglia.
Ieri si è tenuto l’ultimo saluto a Francesco: aveva 30 anni, due lauree, ea il maggiore dei tre figli del senatore ed ex sindaco di Cosenza e nipote del governatore della Calabria Roberto Occhiuto. “Francesco, io e gli altri familiari vi ringraziamo per le tantissime manifestazioni di affetto, vicinanza e conforto. Non ho avuto la forza di rispondere prima e ai tanti messaggi, perché il dolore è troppo grande”, è l’incipit del messaggio affidato a Fb.
“COMBATTEVA IN SILENZIO UNA BATTAGLIA INTERIORE”
Poi le parole di ricordo del padre: “Gli ultimi due anni li abbiamo trascorsi sempre insieme. Viaggiava e abitava con me a Roma per seguire il suo contratto di ricerca con l’Università, e nel resto della settimana aveva iniziato a esercitare la sua professione di psicologo e a frequentare il corso di psicoterapia. Tutto con la sua semplicità, essenzialità, dolcezza e bontà d’animo”.
“Leggeva molto, amava riflettere, interrogarsi sul senso vero della vita. Non potete immaginare quanto fosse speciale”, aggiunge il suo papà. “Aveva un solo sogno, un solo progetto: aiutare chi stava male. Perché lui lo sapeva bene cosa significava”. Perché “combatteva in silenzio una battaglia interiore- rivela- contro quei pensieri distorsivi che lo assalivano. E in questo era bravissimo: riusciva a non far trapelare nulla all’esterno”.
“ABBIAMO CERCATO DI MIGLIORARE LE COSE, INVECE NO”
“Con me, però, ogni tanto si lasciava andare un po’ di più. Si confidava, e insieme abbiamo provato a trovare un modo per alleggerire quel peso. Con l’aiuto di qualche specialista abbiamo cercato di migliorare le cose, e per un po’ sembrava quasi che ci fossimo riusciti”, ripercorre le difficoltà Mario Occhiuto. “Siamo andati insieme in macchina a Lourdes, a trovare la Madonnina- fa sapere- nella speranza che ci desse un aiuto, una risposta, un po’ di pace”. Il dispiacere è enorme: “Pensavo di poterlo proteggere, pensavo che ce l’avremmo fatta. E invece no”. si rammarica.
“TUTTO HA PERSO IL SUO SENSO”
“Spero con tutto il cuore che questo dolore abbia un senso e che, ad accoglierlo, ci sia un Paradiso. Perché se c’è qualcuno che lo merita, è lui”, ammette. “A noi resta un vuoto incolmabile. E a me, anche la certezza che gli ultimi due anni accanto a lui sono stati i più belli, i più intensi, i più veri della mia vita. Ogni suo abbraccio mi riempiva il cuore di una gioia infinita”. “Ora tutto mi sembra sospeso, senza direzione- prosegue ancora il senatore- Mi sento svuotato, come se la vita avesse perso il suo senso. Se non fosse per chi ancora ha bisogno di me, non so come potrei andare avanti. Ma questo poco importa e so che devo farlo”.




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