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Elezioni in Nigeria, dai Pandora Papers alla presidenza: Obi il frugale sogna

Oggi si vota nel Paese più popoloso d’Africa, gli 'Obidients' ci credono

Pubblicato:25-02-2023 19:16
Ultimo aggiornamento:25-02-2023 19:16

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ROMA – Sostiene di avere solo due paia di scarpe e che i conti offshore finiti nei Pandora Papers non sono stati dichiarati per sbaglio. Ama definirsi frugale nonostante controlli tre banche, laburista ma attenzione non chiamatelo populista. Ha dalla sua pezzi da novanta della Chiesa cattolica locale, che lo vede anche come un’alternativa ai due favoriti, entrambi musulmani, mentre contro chi lo accusa di stare con i separatisti “terroristi” pro-Biafra.

Vada come vada oggi, il giorno fissato per il primo turno delle presidenziali in Nigeria, nel Paese più popoloso d’Africa a far notizia è stato soprattutto Peter Obi. Sessantunenne ex governatore statale, laureato in filosofia, in corsa contro due settantenni, è appoggiato soprattutto da under-30, già animatori del movimento #EndSars contro le brutalità della polizia. Sono i ragazzi smanettoni e social della “coconut-head generation”, quelli con la testa dura come il cocco. Che chiedono riforme e vogliono essere ascoltati, come ci dice Mfonobong Inyang, autore di Lazy Nigerian Youth – Understanding This Coconut Head Generation.

Un po’ liberi ma sempre “Obidients”, come si fanno chiamare sul web, obbedienti e fedeli, guai ad accusare il capo, si tratti dei Pandora Papers, dei suoi investimenti da governatore o dei suoi cambi di casacca (quattro partiti dal 2002: leggenda vuole che l’ultimo l’avrebbe lasciato perché non voleva dare “shishi”, tangenti, per comprarsi delegati).

Ma Obi sarà solo un terzo incomodo o ha davvero la possibilità di farcela come suggerisce qualche sondaggio, superando i favoriti, il candidato governativo Bola Tinubu oppure l’ex vicepresidente Atiku Abubakar? “Non dovete sottovalutarlo, è la vera novità di queste elezioni” risponde all’agenzia Dire padre Patrick Alumuku, direttore ad Abuja di Catholic Television of Nigeria, scagliando strali contro il capo di Stato uscente, il musulmano Muhammadu Buhari, un ex generale golpista giunto alla fine dell’ultimo mandato possibile Costituzione alla mano.

E tra gli “Obidients” c’è perfino Olusegun Obasanjo, un altro ex generale-presidente, ora negoziatore internazionale ma sempre peso massimo della politica nazionale: ha chiesto ai giovani di “svegliarsi”, “prendere in mano il proprio futuro” e votare Obi.

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