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Zerocalcare: “Il mio fumetto ‘Strati’ per approcciare a Ugo Russo con meno pregiudizi”

Il giovane quindicenne fu ucciso il primo marzo di due anni fa da un carabiniere in borghese nel corso di una rapina a Napoli

zerocalcare

NAPOLI – “Io non penso che i fumetti cambino i processi, la vita, la realtà. Quello che spero sempre è che almeno qualcuno che legge il fumetto quando poi sentirà il nome di Ugo Russo si approccerà a questa vicenda con meno pregiudizi”. Lo ha detto Zerocalcare oggi a Napoli per presentare il suo fumetto ‘Strati’, uscito in allegato a L’Essenziale la scorsa settimana, sulla morte del 15enne Ugo Russo, ucciso il primo marzo di due anni fa da un carabiniere in borghese nel corso di una rapina a Napoli.

“Questo – spiega – è un fumetto fatto insieme a tante persone, confrontandosi e chiacchierando con la famiglia, con il comitato ‘Verità e Giustizia’ e altre persone di qui che mi hanno aiutato ad avere un quadro che io non avevo. La mia idea era quella di restituire le domande che mi ero fatto io stesso”. L’aver ascoltato Enzo Russo, padre di Ugo, raccontare non solo della morte del figlio, ma anche delle difficoltà processuali che ci sono state “mi ha fatto sentire – prosegue Zerocalcare – che c’era qualcosa che risuonava anche in un’esperienza che io ho conosciuto e cioè tutte le opacità e le difficoltà che si hanno nell’accertare la verità quando c’è di mezzo una divisa a processo. Nel raccontare questa cosa quello che mi sembrava il caso di provare a tirare fuori è la complessità delle vicende”.

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Per Zerocalcare quello che è importante è “ricordare che le persone sono esseri umani, sono dati complessi, e provare a restituire questa complessità all’interno di un caso che, invece, è stato subito incasellato in un modo specifico perché c’era da fare una narrazione che è quella che si innesca quando ci sono delle divise di mezzo e che è molto univoca”. L’autore di ‘Strati’ evidenzia anche come “l’idea stessa di chiedere un accertamento su delle questioni che non tornano dal punto di vista balistico, la sola richiesta, diventa offensiva, diventa l’apologia del crimine. È impossibile fare un dibattito in cui se tu chiedi di fare degli incidenti probatori questa cosa in automatico diventa il fatto di star facendo apologia del crimine o la santificazione della criminalità. È insostenibile – conclude Zerocalcare – un dibattito così”.

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2022-02-25T18:41:22+02:00