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FOTO | Ucraina, da Milano a Palermo manifestazioni e palazzi illuminati per la pace

In centinaia sono scesi in piazza con cartelli e striscioni, e altre manifestazioni sono in programma per i prossimi giorni

25/02/2022
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di Mattia Caiulo, Diego Giorgi, Salvo Cataldo, Davide Landi, Simone d’Ambrosio

ROMA – L’Italia unita per la pace in Ucraina. A meno di 24 ore dalla dichiarazione di Putin che ha portato all’inizio del conflitto, ieri in tante piazze i monumenti si sono illuminati di blu e giallo. Da nord a sud in centinaia sono scesi in piazza per dire ‘no alla guerra’, e altre manifestazioni sono in programma nei prossimi giorni, come quella degli studenti prevista per domani. Ieri a Milano le persone si sono radunate in piazza della Scala, mentre nella Capitale un sit-in ha avuto luogo nei pressi della metro Castro Pretorio, poco distante dalla sede dell’ambasciata russa. Oggi, sempre a Roma, è prevista una fiaccolata da Piazza del Campidoglio fino al Colosseo, che ieri sera è stato illuminato con i colori della bandiera ucraina. Questa mattina in strada a Genova anche i metalmeccanici della Fiom.

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A GENOVA CORTEO FIOM ‘CONTRO GUERRA E IMPERIALISMI’

“Contro la guerra di tutti gli imperialismi, unità di tutti i lavoratori”. Un lungo striscione rosso con scritta nera apre il corteo della Fiom Genova per le vie di Sampierdarena e Cornigliano. Due ore di sciopero per la pace proclamate dai metalmeccanici genovesi come presa di posizione immediata contro la guerra in Ucraina. Oltre 200 i lavoratori che si sono dati appuntamento in piazza Massena per poi sfilare in corteo per le vie vie di Sampierdarena, dietro gli striscioni delle fabbriche. “Contro la guerra del capitale, sciopero nazionale”, gridano accendendo qualche fumogeno. Nelle prime file anche qualche studente della zona.

“I metalmeccanici genovesi oggi rispondono in maniera diretta contro la guerra, contro la guerra di tutti gli imperialismi e a difesa di tutti i lavoratori, aldilà di ogni frontiera- commenta il segretario della Fiom Genova, Stefano Bonazzi- questo è un primo segnale che diamo ai lavoratori e al sindacato perché pensiamo che di fronte a un conflitto di queste dimensioni serve la mobilitazione ampia di tutto il sindacato”. Igor Magni, segretario della Camera del lavoro di Genova sottolinea la “risposta forte e immediata della Fiom e della classe operaia. Crediamo che nei prossimi giorni la mobilitazione debba andare avanti, con una sola parola d’ordine: pace. Pace perché non ci sono altre condizioni da portare avanti e vorremmo che tutti si impegnassero in questa direzione, senza giochi strani, ma con un solo impegno: per costruire la pace serve voler fare la pace. Misureremo anche i nostri governi sulle posizioni che stanno prendendo”.

LA MANIFESTAZIONE PER LA PACE IN PIAZZA DELLA SCALA A MILANO

lL SIT-IN A ROMA PER LA PACE IN UCRAINA

A BOLOGNA IN 500 AL CORTEO: “PUTIN ASSASSINO, NATO COLPEVOLE”

“Né con Putin, né con la Nato”. A Bologna in piazza Nettuno ieri pomeriggio si sono radunate circa 500 persone, chiamate a raccolta da due iniziative diverse poi confluite insieme, promosse da un lato da collettivi, Sgb e Usb, dall’altra da Potere al popolo, Osa, Cambiare rotta e Rete dei comunisti. Una contestazione rivolta tanto a Putin quanto all’Unione europea e alla Nato, che hanno portato al conflitto scoppiato nelle prime ore della mattina ma partito da lontano, “già nel 2014 con un colpo di Stato in Ucraina con i nazionalisti al potere”. Per questo il primo pensiero è rivolto “al popolo e ai lavoratori” che stanno subendo una guerra “imperialista, dei padroni, fatta in nome dei giochi di potere” in particolare tra Nato e Russia.


Una guerra “non in nostro nome” quindi, urlano i manifestanti, che sono poi partiti in corteo verso via Indipendenza fin sui viali, bloccando il traffico. Lungo il percorso, il blitz a una pompa di benzina targata Eni, dove hanno lasciato la scritta “No war” sul cemento.

A REGGIO EMILIA 200 IN PIAZZA PER DIRE NO ALLA GUERRA

A Reggio Emilia oltre 200 cittadini sono scesi in piazza ieri pomeriggio per la pace in Ucraina, aderendo al presidio di Cgil, Cisl e Uil Reggio, Arci, Anpi, Libera, Rec e Auser. Un appuntamento, in piazza Prampolini, definito come “preludio” alla manifestazione di sabato lanciata da Provincia e Comune, di cui ha di fatto catalizzato gli organizzatori. Il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, i consiglieri regionali Stefania Bondavalli e Federico Amico sono infatti solo alcuni degli esponenti politici che erano presenti al presidio dei confederali.

Con loro anche il segretario provinciale del Pd Massimo Gazza, il capogruppo in Consiglio Gianluca Cantergiani con diversi consiglieri dem, l’assessore Lanfranco De Franco (coordinatore regionale di Articolo 1) ed esponenti di Sinistra italiana. Un gruppo di cittadini ucraini- 4.300 di cui la metà in città quelli residenti nel reggiano- ha intonato a fine interventi il proprio inno nazionale.

“Siamo vicini agli uomini e alle tante donne che provengono dall’Ucraina, che vivono e lavorano nella nostra città. Molti di noi le conoscono, molte di loro vivono nelle nostre case e si prendono cura dei nostri anziani. Molte di loro sono oggi in pena per i loro cari che hanno dovuto lasciare per lavorare e assicurare ai loro figli un futuro migliore”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Cristian Sesena.

“Bisogna ora evitare l’escalation militare, che l’Europa apra nuovi terreni di dialogo e che la diplomazia torni ad affermarsi inaugurando un vero processo di pace”, ha aggiunto. “Il Governo italiano- ha concluso Sesena- deve dar vita all’articolo 11 della sua Costituzione: questa deve essere la missione che si dà a partire da oggi”.

“Non siamo qui oggi e non saremo qui sabato per cercare di capire una storia complessa che ha bisogno di tempo per essere ricostruita. Ma certamente sappiamo che quanto avvenuto in queste ore in Ucraina è inaccettabile e lo condanniamo fermamente”, ha deto il presidente della Provincia Giorgio Zanni.

“Abbiamo visto un’invasione senza senso, senza legittimità e senza potestà. Non penso che una presa di posizione delle nostre comunità sia inutile ma credo che sia l’Europa a potersi oggi muovere nello spazio dell’equilibrio, della mediazione e della pace”, afferma ancora Zanni.

Rosamaria Papaleo, segretario generale della Cisl Emilia Centrale ha parlato di “una giornata buia per tutto il mondo“. Per questo “con forza e a voce alta siamo qui a invocare la pace e chiediamo all’Europa di inviare aiuti economici e finanziari a tutti i cittadini ucraini”. Mi “auguro che queste fiaccole in piazza illuminino le menti di chi ha voluto iniziare questa folle guerra”, ha concluso Papaleo.
Una condanna “senza se e senza ma” arriva dal sindaco Luca Vecchi, per un gesto che “viola ogni accordo sulla gestione dei confini, dei negoziati, i principi fondamentali del diritto internazionale e di tutto ciò che dal dopoguerra in poi ha ispirato gli Stati a costruire e garantire la pace”.

A FIRENZE SIT-IN, ‘PUTIN NON È LA RUSSIA, VA COMBATTUTO’

“Putin non è la Russia”. Anzi “dalla Russia sta arrivando tanto cordoglio. Ci sono manifestazioni che non fanno vedere. Anche loro meritano un governo civile”. Oxana Polataitchouk, rappresentante del consolato onorario ucraino a Firenze, non si dà pace. Il volto della guerra non è la Russia, ma quello di Vladimir Putin. Lo ha detto più volte durante il sit-in spontaneo organizzato dalla comunità ucraina ieri in piazza della Signoria.

“Non siamo nazisti o fascisti come ci dipinge la propaganda russa. È pura propaganda per bombardare”. Il problema, ha aggiunto, “è che Putin usa e sfrutta la debolezza del mondo occidentale“. E visto che “trattare con lui è impossibile, va combattuto con le sanzioni, senza paura. E con un’Europa unita”, perché “i criminali vanno guardati negli occhi e Puntin- si è sfogayo- non è immortale”. Al piccolo presidio, poco dopo, si è unito anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Lo stesso sindaco che ha annunciato: “Per domande, necessità, informazioni, abbiamo attivato l’e-mail [email protected] Siamo con voi”.

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A FIRENZE FONTANA NETTUNO ILLUMINATA CON COLORI BANDIERA

La fontana del Nettuno di piazza della Signoria, il cosiddetto Biancone, da ieri sera si è illuminato con i colori della bandiera dell’Ucraina -azzurro e giallo- come segno di solidarietà al Paese al centro della crisi internazionale. Anche le porte storiche di Firenze richiameranno alternativamente gli stessi colori. San Niccolò, quindi, sarà azzurra; Porta alla Croce gialla; San Gallo azzurra; Porta al Prato gialla; Porta Romana azzurra e San Frediano gialla. Oltre a questo, sul balcone di palazzo Medici Riccardi, sede della Città metropolitana, è stata affissa la bandiera della pace.

SIT-IN A PALERMO, TEATRO MASSIMO CON I COLORI DELLA PACE

Sit-in di solidarietà anche a Palermo, davanti a un teatro Massimo illuminato con i colori della pace. All’iniziativa, lanciata dall’associazione Festival delle letterature migranti, ha partecipato anche il sindaco, Leoluca Orlando.
“L’aggressione militare della Russia è inaccettabile- ha affermato Orlando- Una violazione dei più elementari principi di democrazia e libertà. Palermo invoca con forza il diritto alla pace. Con Putin si sta riproponendo la violenza nazifascista che ha colpito il mondo intero- ancora il sindaco di Palermo- Leggeremo quello che sta avvenendo oggi sui libri di storia. Condanniamo la violenza attraverso l’arte, con la forza della musica, e affermiamo insieme il diritto alla pace. Palermo si conferma città dei diritti, unita a sostegno del popolo ucraino, della comunità ucraina in città. Palermo dice no alla guerra e ad una vergognosa aggressione da parte della Russia che colpisce il cuore dell’Europa”. Amg Energia, società partecipata del Comune di Palermo, ha illuminato dalle 21 a mezzanotte la facciata di Palazzo delle Aquile, sede del Municipio, con i colori dell’Ucraina e della sua bandiera: il blu e il giallo.

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2022-02-25T12:25:20+02:00