Bologna, la rete Priorità alla scuola subito in piazza: “Chiusura inaccettabile”

priorità alla scuola bologna manifestazione
Domani manifestazione in piazza Maggiore per ribadire che lo stop alle lezioni dev'essere "l'ultima ed estrema misura, non la prima come da un anno a questa parte"
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BOLOGNA – Lo stop alle lezioni deciso oggi per l’area metropolitana di Bologna riporta immediatamente in piazza la rete Priorità alla scuola: per domani è stata convocata una manifestazione in piazza Maggiore. E intanto, a livello regionale, sempre Priorità alla scuola lancia un ‘mail bombing‘ rivolto al governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nonché al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.

La manifestazione di domani si svolgerà “per ribadire che le scuole vanno tenute aperte“, si legge nell’appello lanciato su Facebook: “Nonostante le preoccupazioni condivise per il peggioramento della situazione epidemiologica, è pericolosa e inaccettabile, oltre che infondata, l’idea che la chiusura delle scuole, da sola, costituisca la condizione e lo strumento per evitare il passaggio di una regione alla zona rossa“. La chiusura delle scuole dev’essere “l’ultima ed estrema misura. Non la prima, come da un anno a questa parte”, continua il post.

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Proprio oggi, nel corso di una commissione del Consiglio comunale, l’Ausl “ha dichiarato che a fronte di un 10% di contagio fra la popolazione- continua il coordinamento bolognese di genitori, docenti e studenti- a scuola la percentuale di contagio è poco superiore al 5%. Ancora una volta a pagare le spese della pandemia saranno i più giovani, i più deboli e le donne. La scuola non può essere la foglia di fico per l’inadeguatezza delle misure di contenimento”. Sugli stessi temi è incentrato anche il messaggio preparato per essere inviato agli indirizzi email di Bonaccini e del Garante. L’invito è firmato dalla Priorità alla scuola dell’Emilia-Romagna insieme ai coordinamenti di Ferrara, Modena, Imola, Bologna e Parma: “Chiediamo di tutelare il diritto all’istruzione, quella vera, in classe, in presenza”.

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Sul tema scuole interviene intanto Erika Seta (Fi), consigliera metropolitana del gruppo Uniti per l’alternative. “Quanto accaduto in varie scuole cittadine, in particolare elementari e materne, lascia basiti e preoccupati”, perché “89 focolai, di cui troppi gestiti con ritardo come evidenziato dalle segnalazioni che provengono dai genitori- dichiara Seta in una nota- sono un numero inammissibile e non certo degno di fare cantare vittoria né sull’inesistente sistema di tracciamento né sul sistema di prevenzione”.

Il protocollo scuola “è totalmente assente. Non si capisce quale sia il ruolo, la preparazione e le responsabilità in capo ai responsabili Covid di plesso- continua la forzista- e non si capisce come la Asl intervenga con spaventoso ritardo e con grottesca confusione in caso di bambini risultati positivi”. L’asilo Grimaldi di Sasso Marconi “è l’emblema di una situazione completamente allo sbando”, aggiunge Seta: “Il 22 febbraio arriva ai genitori una lettera di inizio quarantena, la cui fine è prevista tre giorni dopo, il 25 febbraio, relativamente a ‘segnalazione di piu di un caso Covid’ all’interno della stessa classe, casi rilevati il 12 febbraio, dieci giorni prima della lettera. Stesse situazioni a Marzabotto, Casalecchio, Bologna”. Ma, continua Seta, “c’è di peggio: il 25 febbraio iniziano ad arrivare ai genitori le lettere di fine quarantena per i bimbi. Contemporaneamente l’asilo informa che un bimbo è risultato positivo al tampone e quindi tutta la classe è in inizio quarantena. Quindi l’Asl non ha idea di cosa stia succedendo”. Questa, per Seta, “non si chiama più confusione, si chiama incapacità a far fronte ad una situazione standard che va avanti da un anno“. La Regione, dichiara Seta, deve convocare l’Asl e trovare “una soluzione a questo disastro”.

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