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Pecorino sardo amaro per Di Maio… e anche per Salvini

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ROMA – In Sardegna alla fine vincerà il candidato del centrodestra, ma per il leader della Lega, Matteo Salvini, è una vittoria amara. Per il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, invece, è un vero e proprio tracollo elettorale: dal 40% preso un anno fa, il Movimento sprofonda sotto il 20%.

Salvini aveva battuto la Sardegna palmo a palmo. Sposando anche la causa dei pastori sardi per il pecorino pagato al giusto prezzo. Pensava di doppiare il risultato ottenuto dalla Lega in Abruzzo, diventata il primo partito col 27% dei consensi. Invece in Sardegna la Lega sta al di sotto del 15%, tallonata da Forza Italia al 10. Primo ragionamento: vero che il candidato del centrodestra sfiora il 48%, ma dietro lui ci sono ben 11 liste.

Altro discorso per Luigi Di Maio, già messo sulla graticola dopo la botta abruzzese. Stavolta qualcosa bisognerà inventarsi per salvare il ‘grillismo’. Tra le proposte in campo, una riorganizzazione più strutturata sul territorio; allearsi con le liste civiche. Insomma, diventare più un partito che come gli altri si mette sul mercato e non fa più della purezza il suo cavallo di battaglia. Bisognerà sporcarsi… ma poi la diversità come si troverà?

Dopo l’Abruzzo, anche in Sardegna il centrosinistra, guidato dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, si piazza al secondo posto con il 33% dei voti. In questo campo qualcosa di importante resta, e da qui si potrà ripartire. La campagna elettorale continua, tra un mese tocca alla Basilicata.

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