A Cuba nuova costituzione comunista, ma con la proprietà privata

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ROMA – Oltre sette milioni e mezzo di cubani, su un totale di otto milioni e 700mila aventi diritto, si sono espressi su una nuova Costituzione che per la prima volta dalla rivoluzione socialista del 1959 riconosce il diritto alla proprietà privata. Qualora fosse approvato, come previsto, il testo sostituirebbe la Carta fondamentale in vigore dal 1976. Il nuovo documento è stato definito dal presidente Miguel Diaz-Canel “anti-imperialista”. La riforma prevede l’istituzione del ruolo del primo ministro e apre agli investimenti stranieri pur riconoscendo il Partito comunista come “forza politica suprema dello Stato e della società”.

Il referendum, che si è tenuto ieri, ha rappresentato il momento culminante di un processo di consultazioni durato mesi. Secondo la stampa dell’Avana, nel testo sottoposto al voto popolare sono stati recepiti circa 760 emendamenti proposti nel corso di dibattiti pubblici.


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