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Afghanistan, arriva il gasdotto ‘Tapi’: i talebani lo vogliono

Il progetto, la cui costruzione dovrebbe terminare nel 2020, costerà 10 miliardi di dollari, è sostenuto da Stati Uniti e Banca asiatica di sviluppo e sarà in grado di trasportare 33 miliardi di metri cubi all'anno
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ROMA – E’ stato approvato il piano per un gasdotto di 1.800 chilometri che collegherà i ricchi giacimenti del Turkmenistan ad Afghanistan, Pakistan e India. Il ‘Tapi’, che prende il nome dalle iniziali dei quattro paesi coinvolti, era stato pensato a metà degli anni Novanta, ma i timori legati alla sicurezza avevano sempre scoraggiato i leader regionali.

Il progetto, la cui costruzione dovrebbe terminare nel 2020, costerà 10 miliardi di dollari, è sostenuto da Stati Uniti e Banca asiatica di sviluppo e sarà in grado di trasportare 33 miliardi di metri cubi all’anno

“Questo corridoio porterà sviluppo e cooperazione ai quattro paesi, e finalmente collegherà l’Asia centrale a quella meridionale attraverso l’Afghanistan dopo oltre un secolo di divisioni”, il commento del presidente afghano Ashraf Ghani, intervenendo alla cerimonia che si è svolta a Herat. Il Tapi non solo riavvicina India e Pakistan, e Pakistan ad Afghanistan – opposti da pesanti diatribe – ma ha anche ottenuto il “nulla osta” dei Talebani afghani, che hanno garantito la loro “piena collaborazione”, riconoscendo che il piano “contribuirà pienamente allo sviluppo delle infrastrutture economiche del paese”, come spiega la stampa internazionale.

Il gasdotto attraverserà infatti varie regioni controllate dai miliziani, che sono soliti sfidare Kabul anche con attacchi diretti alle infrastrutture

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