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Sudan, Cociancich: “Ue chieda garanzie per il rispetto dei diritti umani”

"L'Ue, ma anche l'Italia, possono avere un ruolo importante per la pacificazione nel paese"
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sudan_profughiROMA – Decine di bombardamenti, 73mila nuovi sfollati, centinaia di vittime in poco più di venti giorni, le ultime tre settimane di gennaio. E ancora. La ripresa degli stupri di massa in Darfur, usati come arma di guerra e l’escalation della repressione contro la libertà di stampa in tutto il Sudan.

Questi i principali punti contenuti nell’annuale rapporto sul Sudan di ‘Italians for Darfur’ sulla crisi umanitaria nella regione occidentale sudanese, ormai dimenticata dalla comunità internazionale, e le altre aree di conflitto del paese africano.

Il resoconto di un anno di violenze e di violazioni di diritti umani è stato presentato oggi in Senato con la testimonianza di Niemat Ahmadi e gli interventi del senatore del Partito democratico Roberto Cociancich, il presidente della Federazione nazionale della stampa Beppe Giulietti, il rapprersentante della chiesa evengelica italiana, Leonardo De Chirico ed Elisa Marincola di Articolo 21.

Niemat Ahmadi, che negli Stati Uniti ha fondato un’organizzazione internazionale per i diritti umani, Darfur women action, da anni impegnata nella campagna di sensibilizzazione sulla crisi umanitaria più lunga del secolo, ha denunciato le nuove violenze perpetrate dal governo sudanese nei confronti della popolazione e ha rivolto un appello al governo italiano e all’Europa, che la scorsa settimana ha previsto lo stanziamento di 100 milioni di euro per arginare i nuovi flussi migratori dall’Africa sub – sahariana.

“A fronte della decisione della Commissione europea di questo importante stanziamento di fondi per controllare i profughi che fuggono dal Corno d’Africa- ha sottolineato Cociancich- come previsto da un accordo sancito nel novembre 2015 a Malta, il cosiddetto ‘Piano d’Azione’ di La Valletta, chiedo che l’Ue – che attraverso l’alto rappresentante della Politica estera europea Federica Mogherini ha espresso preoccupazione per i conflitti in corso in Sudan, chieda l’impegno a Khartoum a riprendere i colloqui di pace per cercare di raggiungere un accordo che ponga fine alle crisi nel Sud Kordofan, nel Blue Nile e in Darfur e a garantire la fine delle violazioni dei diritti umani. L’Ue, ma anche l’Italia, forti degli aiuti già stanziati per rafforzare la cooperazione nella aree di comune interesse, possono avere un ruolo importante per la pacificazione nel paese” ha concluso il senatore.

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