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Sicurezza. Lotta al degrado e poteri ai sindaci, ecco il ddl Augello-Quagliariello

Un ddl il cui iter parlamentare è già stato avviato al Senato e per cui parallelamente verrà avviata una petizione popolare
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Vigili Sequestro merce

ROMA – Lotta alla prostituzione, all’accattonaggio, al rovistaggio e all’abusivismo commerciale. Sono i tre punti cardine del ddl Sicurezza presentato oggi a Palazzo Madama a Roma, dai senatori del movimento Idea, Andrea Augello e Gaetano Quagliariello, dal generale Ugo Marchetti, dall’attore di ‘Romanzo Criminale’, Riccardo De Filippis, e dal candidato sindaco della Capitale, Alfio Marchini, primo firmatario della proposta.

Un ddl il cui iter parlamentare è già stato avviato al Senato e per cui parallelamente verrà avviata una petizione popolare “per coinvolgere direttamente la cittadinanza verso quella che è una priorità non più procrastinabile”. Questi alcuni dettagli del ddl: per quel che riguarda la lotta alla prostituzione la legge prevede il rafforzamento dei poteri del sindaco che può individuare zone in cui vietare l’esercizio della prostituzione in strada, con possibilità di sanzionare chi sosta con l’auto e il foglio di via per chi esercita la prostituzione; sull’accattonaggio – al momento la normativa punisce solo chi sfrutta i minori – l’estensione del reato verso chiunque sfrutti altre persone in tal senso, per profitto; riguardo il rovistaggio, reclusione fino a 6 mesi e multa di 618 euro per chi rovista nei cassonetti e da 1 a 6 anni per chi ne trae profitto. E ancora, il ddl ha l’obiettivo di rafforzare i poteri del sindaco per vietare il commercio abusivo nelle aree metropolitane. Quindi una multa che va da 500 a 2.000 euro a chi commercia e da 100 a 7.000 per chi acquista. Infine, previsto un credito di imposta del 30% per privati e imprese che si dotano di servizi di video sorveglianza. “Siamo qui per presentare una legge che verrà discussa insieme alle proposte del Governo, che riguarda il degrado metropolitano- ha spiegato Augello- Ad oggi non ci sono delle leggi adeguate a perseguire questi fenomeni. Ad esempio le ordinanze anti prostituzione che hanno fatto i vari sindaci vengono regolarmente impugnate perché non c’è una legge nazionale che consenta al si daco di intervenire in questo senso”. “Non esiste nemmeno una legge- ha aggiunto il senatore ex Ncd- che persegue che sfrutta un invalido che chiede l’elemosina in una zona protetta da un’organizzazione o una normativa che permetta di andare oltre a una semplice contravvenzione nei confronti di chi rovista nei rifiuti”.

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