Inps, Boeri: “Con il blocco del turn over gli uffici non reggono più”

"Abbiamo bisogno di personalità specifiche e non genericamente di personale in esubero dalle altre amministrazioni", specifica il presidente dell'Inps
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ROMA – Con il blocco del turn over “l’Inps ha perso il 10% del personale in tre anni, siamo al di sotto dei livelli del 2009 e le nostre sedi territoriali fanno fatica a reggere una domanda crescente visto il numero delle prestazioni”. Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di una audizione davanti alla Commissione bicamerale Enti gestori.

“Perdiamo più di 100 persone al mese e perdiamo competenze- sottolinea- per questo avevamo chiesto una flessibilità gestionale del personale all’interno della legge di stabilità per procedere a nuove assunzioni. Abbiamo bisogno di personalità specifiche e non genericamente di personale in esubero dalle altre amministrazioni che inoltre è restio a imparare un mestiere diverso da quello che faceva”. Questa è “una richiesta che ci sentiamo di reiterare”.

Boeri garantisce che con questa flessibilità l’istituto sarà in grado “di attuare risparmi più significativi di quelli che sono richiesti”. Insomma, il blocco del turn over è “un circolo vizioso” in cui l’Inps più di altri istituti “ne ha fatto le spese”. Il presidente cita due esempi: la sede di Roma Eur e di Napoli Vomero dove abbiamo avuto “cali del personale del 15 per cento in un anno. Questo ha prodotto una riduzione della scala ottimale dei servizi e quando dobbiamo ridurre drasticamente sono inevitabili le conseguenze sui servizi che eroghiamo ai cittadini”. Infatti lì “i tempi medi di attesa sono peggiorati tra il 20 e il 30%. Il blocco del turn over ha un effetto immediato e non si riesce ad essere efficienti”, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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