domenica 8 Marzo 2026

Giulio Regeni, dieci anni dopo: il ricordo e la verità ancora lontana; Mattarella: “Una ferita aperta”

Nelle celebrazioni del decimo anniversario dalla sua scomparsa verrà presentato il documentario 'Giulio Regeni: tutto il male del mondo'

ROMA – A dieci anni dal rapimento di Giulio Regeni al Cairo, avvenuto il 25 gennaio 2016, la sua famiglia continua a chiedere verità e giustizia. Fu proprio in Egitto che lo studente di sociologia dell’Università di Cambridge, fu sequestrato, torturato e ucciso mentre svolgeva una ricerca sui sindacati indipendenti al Cairo. Giulio inviò il suo ultimo messaggio dall’Egitto alle 19.41. Poi il silenzio: di lui non si ebbero più notizie. Il corpo fu ritrovato il 3 febbraio lungo l’autostrada che conduce ad Alessandria. Per la sua morte devono rispondere alla giustizia italiana quattro 007 egiziani: il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamal e Uhsam Helmi e il maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif. Ma a dieci anni dalla sua morte, la verità giudiziaria resta ancora lontana: il processo a Roma contro i quattro funzionari dei servizi segreti egiziani, mai comparsi in aula, si è nuovamente interrotto lo scorso ottobre. Al momento non è noto quando potrà riprendere.

REGENI, MATTARELLA: “ONORARE LA SUA MEMORIA FACENDO PIENA LUCE SULLE RESPONSABILITÀ”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 10° anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, ha inviato ai genitori Paola e Claudio e al sindaco di Fiumicello Villa Vicentina, Alessandro Dijust, il seguente messaggio: “L’annuale commemorazione che la comunità di Fiumicello Villa Vicentina dedica a Giulio Regeni, raccoglie l’Italia intera in un sentito e commosso tributo per una vita ignobilmente spezzata. A dieci anni dalla sua scomparsa, ribadiamo le ragioni universali della giustizia e del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, contro ogni forma di tortura. Il rapimento e il barbaro assassinio di Giulio, un nostro concittadino, rimangono una ferita aperta nel corpo della comunità nazionale.

Rivolgo anzitutto un affettuoso pensiero ai suoi genitori, colpiti dal dolore inconsolabile per la perdita di un figlio – avvenuta per cause abiette e con modalità disumane – ammirevoli esempi di coraggio e determinazione nella ricerca della verità. Un’esigenza condivisa da tutti gli italiani e non solo. Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali. L’impegno di quanti, con dedizione, hanno operato e operano per corrispondere, in questa vicenda, alla sete di verità storica e giudiziaria, merita rispetto e gratitudine. La piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova.
Nella dolorosa ricorrenza odierna, rinnovo la vicinanza della Repubblica alla famiglia Regeni e l’impegno del nostro ordinamento affinché sia onorata la memoria di Giulio facendo piena luce sulle circostanze e le responsabilità che ne segnarono il tragico destino”.

IL DOCUMENTARIO

Nelle celebrazioni del decimo anniversario dalla sua scomparsa verrà presentato il documentario ‘Giulio Regeni: tutto il male del mondo‘, che ricostruisce la vicenda, coinvolgendo voci istituzionali, testimonianze dirette e contributi di giornalisti per raccontare depistaggi, omissioni e responsabilità politico‑diplomatiche accumulate nel tempo.

Il documentario diretto da Simone Manetti arriverà nelle sale cinematografiche il 2, 3 e 4 febbraio 2026, distribuito da Fandango, dopo l’anteprima nazionale del 26 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina (provincia di Udine), città d’origine di Giulio Regeni. Il documentario ricostruisce, grazie al contributo della famiglia Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini, le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione del ricercatore italiano, il cui corpo viene ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. La narrazione si sviluppa attraverso il processo e le deposizioni dei testimoni a giudizio, dando voce ai protagonisti della vicenda e facendo emergere responsabilità, omissioni e verità negate.

Scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, il film è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni e da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, in collaborazione con Sky e con 5/6, Percettiva, Hop Film e Wider Studio.

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