A Porto Rico dichiarato lo stato di emergenza per la violenza di genere

Pedro Pierluisi
Prevista l'istituzione di due figure che avranno il mandato di sviluppare e monitorare la politica pubblica rispetto al tema e la creazione di un comitato di "prevenzione, appoggio, salvataggio ed educazione contro la violenza di genere"
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di Brando Ricci

ROMA – Il Porto Rico ha dichiarato lo stato di emergenza contro la violenza di genere dopo anni di proteste e campagne di sensibilizzazione delle organizzazioni femministe dell’isola. Il provvedimento, emanato ieri dal governatore Pedro Pierluisi, entrera’ in vigore a partire da oggi e implica, tra le altre cose, l’istituzione di due figure che avranno il mandato di sviluppare e monitorare la politica pubblica rispetto al tema e la creazione di un comitato di “prevenzione, appoggio, salvataggio ed educazione contro la violenza di genere”, denonimato Comite’ Pare, dall’acronimo in lingua spagnola. Il nuovo organismo sarà composto da 17 esperti, tra i quali esponenti di organizzazioni impegnati nella lotta contro gli abusi di genere, e avrà il compito di presentare un rapporto al governatore ogni 45 giorni.

Pierluisi, si legge sul suo profilo Twitter, ha affermato che “per troppo tempo le vittime vulnerabili hanno sofferto le conseguenze del machismo sistematico” e “della carenza di azione” e che per questo e’ stato necessario “dichiarare lo stato di emergenza”. La decisione del governo portoricano, uno Stato semiautonomo in libera associazione con gli Stati Uniti, e’ stata accolta con soddisfazione dallo organizzazioni femministe. Il collettivo locale Taller Salud ha scritto su Twitter che la dichiarazione “e’ solo il punto di partenza”. L’associazione di giornaliste femministe Todas, sempre sui suoi canali social, ha definito lo stato di emergenza “un passo importante verso l’accettazione che a Porto Rico esiste un problema di violenza di genere” e che “esistono alternative che possono aggredire il problema alle radici”. L’Observatorio de Equidad de Grnero di Puerto Rico ha reso noto che nel 2020 sono stati commessi sull’isola 60 femminicidi, con un aumento di oltre il 60 per cento rispetto al 2019.

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