I ristoratori scendono in piazza a Genova: “Vogliamo lavorare”

ristoratori genova
Un centinaio di esercenti sono scesi nella piazza del capoluogo ligure per protestare contro le restrizioni, che vietano l'apertura di bar e ristoranti e il divieto di asporto dopo le 18: "Così, non riusciamo a sopravvivere, sappiamo di poter riaprire in sicurezza"
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GENOVA – Da una chat su Whatsapp alla manifestazione nel centro di Genova, passando per la richiesta di riduzione della Tari al Comune di Busalla. Oltre un centinaio di ristoratori genovesi sono scesi in piazza stamattina nel capoluogo, partendo dalla valle Scrivia e raccogliendo per strada tante adesioni, per arrivare a far sentire la propria voce prima sotto la Prefettura e poi a De Ferrari. “Vogliamo lavorare, sappiamo che possiamo farlo in sicurezza- spiega Marco Guandalini dell’Antica trattoria Semino- tanti colleghi sono in difficoltà, non riescono ad andare avanti, qualcuno non riesce neanche più a pagare le bollette di casa. Da qui al disastro, ormai, ci vuole poco. Fateci lavorare sia a pranzo che a cena: la stessa sicurezza che hai a mezzogiorno, c’è anche la sera alle otto. Tanti locali, ad esempio le pizzerie, lavorano prevalentemente alla sera e non hanno una clientela per il pranzo”.

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Anche perché, aggiunge Martina Vallarino, titolare dell’osteria della Bastia, sempre a Busalla, “nelle valli è impossibile sopravvivere con l’asporto, lo si fa solo per rimanere in contatto con i nostri clienti”. Le richieste sono puntuali: sospensione di tasse, affitti, utenze e ristori mensili di 600 euro; azzeramento dei costi di gestione per il 2021; credito di imposta per i creditori; ristoro del 10% della merce acquistata da gennaio 2020; azzeramento della tassazione dei costi sul personale assunto come fattorino; tasso zero e garanzie statali per prestiti bancari; azzeramento delle commissioni per i Pos; aliquota forfettaria al 15% per tutte le piccole attività commerciali.

“Serve un sostegno economico diverso dai ristori arrivati fin qui che sono totalmente inadeguati- aggiunge Guandalini- e vogliamo che i nostri dipendenti siano tutelati in modo diverso”. Se non arriveranno risposte a stretto giro, spiegano i manifestanti dopo aver consegnato una lettera in Prefettura, la manifestazione potrebbe essere replicata la settimana prossima. Nel frattempo, si cerca di capire come organizzarsi “perché non ci sono associazioni di categoria che ci rappresentano. Siamo partiti sabato scorso dalla piazza di Busalla per chiedere la riduzione della Tari e ci siamo organizzati alla buona”.

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