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D’Alema a Gentiloni: Volevi fare sindaco di Roma e sei della Juve?

Si parla di calcio alla barberia di Montecitorio...
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ROMA – “Volevi fare il sindaco di Roma e sei juventino…”. Parlano di calcio Paolo Gentiloni a Massimo D’Alema alla barberia di Montecitorio. L’esponente di Leu e’ gia’ seduto in poltrona quando arriva il presidente del consiglio. “Ciao Massimo”, e’ il saluto del premier che sembra pronto a scambiare quattro chiacchiere. D’Alema lo avverte: “Attento, il nemico ci ascolta. Possiamo parlare solo di calcio”, dice alludendo alla presenza in barberia di due cronisti. “Capirai, parlare di calcio. Io sono della Juve e tu della Roma…”, scherza Gentiloni.

Graffiante la replica di D’Alema: “Volevi fare il sindaco di Roma e sei della Juv…”. Gentiloni pronto: “Perche’ no? Ce n’era gia’ stato uno, mi pare…”. Uno dei barbieri cita Ugo Vetere.

In realta’ anche Walter Veltroni e’ stato sindaco della Capitale e juventino. Ma nessuno dei due lo cita.

Sull’altra poltrona c’e’ Ugo Sposetti. Il senatore confida a Gentiloni che non si candidera’. “Ho fatto tanti anni e poi la qualita’ non e’ piu’ quella di una volta”, dice Sposetti. “Sai Massimo- parla Gentiloni rivolgendosi a D’Alema- io e Ugo siamo entrambi originari dello stesso paese nelle Marche”.

Intanto e’ entrato Nicola Fratoianni. D’Alema ha finito. Saluta Gentiloni e Sposetti e incrocia Fratoianni. I recenti dissensi sul governo del presidente devono aver lasciato il segno. “Ciao”. “Ciao”, risponde D’Alema, toccando appena la spalla del compagno di partito. ‘Saluto non particolarmente caloroso’, annota il cronista.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

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