martedì 13 Gennaio 2026

Donne, a Bologna anche mangiare i tortellini aiuta centri antiviolenza

In 25 bistrot, ristoranti, trattorie e bar della città, per tutto il mese di novembre se si ordinano alcune pietanze scelte dagli esercenti, si contribuisce con una quota a raccogliere fondi

BOLOGNA – A Bologna anche mangiando un piatto si dà una mano ai centri antiviolenza di Chiama Ama. Grazie all’iniziativa nata dalla collaborazione di Confesercenti e MondoDonna onlus, in 25 bistrot, ristoranti, trattorie e bar della città, per tutto il mese di novembre se si ordinano alcune pietanze scelte dagli esercenti, si contribuisce con una quota a raccogliere fondi. Non solo, perché negli esercizi aderenti si trovano, con adesivi e volantini sulle porte, sui tavoli e in bagno, tutte le indicazioni dei centri, con l’invito a rivolgersi a loro in caso di bisogno. La campagna si intitola “Lovember” ed è stata presentata stamane al Bistrot Tuday Conad, dove per esempio il piatto scelto per l’iniziativa sono i tortellini con crema di parmigiano, uno dei più gettonati dai clienti.

“Dobbiamo metterci la faccia- dice il patron del bistrò, Riccardo Grassi- perché comunicare è fondamentale per arrivare a tutte”. Conad partecipa infatti anche con il bar nel centro commerciale di via Larga e il 50% del ricavato dei piatti solidali va a Centro donna. “Noi siamo in prima linea non solo a novembre”, assicura. Alberto Aitini di Confesercenti, ricordando che questa è la terza edizione dell’iniziativa, si dice “contento che prenda sempre più piede. I negozi e gli esercizi pubblici sono sempre più in prima linea sia come luoghi sicuri, sia come punti di riferimento perché le persone si fidano dei loro negozianti, che in questo caso possono anche dare contatti e riferimenti alle vittime”. La presidente di MondoDonna, Loretta Michelini, è sicura che sia un bene che si parli del tema in modo diffuso, coinvolgendo anche negozi e supermercati per dire: “attenzione che qui la violenza non rimane inosservata”.

L’associazione, ricorda, lavora contro la violenza con 14 sportelli nella Città metropolitana (con sede principale in piazza san Francesco 8) e altri sei sono aperti o stanno per aprire tra Cattolica e Riccione. A disposizione delle vittime c’è un’équipe multidisciplinare con operatrici formate, psicologhe e psicoterapeute, avvocatesse e mediatrici. L’anno scorso sono state 267 le donne accolte, prosegue Michelini aggiungendo che i dati nello spoecifico verranno diffusi prossimamente, e il Centro è impegnato a occuparsi della violenza e della prevenzione a 360 gradi. Per esempio, c’è uno sportello sperimentale per le vittime con disabilità o senza dimora e l’associazione è presente, con mediatrici formate, in località dove c’è un’alta percentuale di stranieri, per esempio a Portomaggiore, dove lavora in campo agricolo una nutrita comunità pachistana. Qui e in altre cittadine si comunica anche tramite i social, organizzando iniziative o anche attraverso i bambini, dato che “facciamo formazione anche nelle scuole”, oppure agganciando donne delle stesse comunità perché facciano da antenne.

Per l’assessora al Bilancio e Sport, Roberta Li Calzi, presente alla conferenza stampa, è importante “ingaggiare tutti i soggetti possibili per dare messaggi e dire a chi subisce violenza che non è sola e che si può rivolgere ai centri“. Quello contro la violenza “è un lavoro corale” che fanno anche la giunta e il Consiglio comunale e non si limita al solo mese di novembre, “ma visto che i dati aumentano nonostante il lavoro fatto, questo significa che non ci può fermare”.

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