martedì 14 Aprile 2026

Da Pascucci a Faro e Jiamo: ecco i premiati della guida Pecora Nera 2026

Ecco i nomi dei ristoranti e dei locali contenuti nella guida Roma - Pecora Nera 2026, famosa per le sue recensioni al 100% indipendenti

ROMA – Pascucci al Porticciolo, il Pagliaccio e Aquolina tra i ristoranti, ma anche Green T o Kohaku nella sezione etnica. Faro Caffè Specialty, Sensorio Coffee lab, Drink Kong o Otaleg tra i locali dove fare una pausa rapida, per un caffè, un gelato o un cocktail. La Tradizione, La Barrique o Zampa forno etico per fare la spesa. Sono solo alcuni dei locali premiati e consigliati dagli autori di “Roma – La guida 2026 de La Pecora Nera”, autentico libro cult per gli amanti del buon cibo nella Capitale grazie alle sue recensioni al 100% indipendenti.

Un primo preparato da Pascucci al Porticciolo

L’edizione 2026 del volume è stata presentata questa mattina all’interno del mercato di Campagna amica di via di San Teodoro. La guida, anche quest’anno, è divisa in tre sezioni. La prima si chiama “le Tavole”, ovvero i ristoranti, a sua volta divisa in trattorie tradizionali, locali gourmet, pizzerie, etnici e altri ancora. C’è poi la sezione “Pause golose” che contiene le recensioni di locali di street food, pasticcerie, bar, bistrot per soste più rapide durante la giornata o dopo cena. E infine c’è la sezione “Spesa di qualità”, dove sono elencati tutti quei negozi dove fare la spesa di prodotti che rappresentano davvero l’eccellenza.
La guida della Pecora Nera, una collana che da alcuni anni si è arricchita anche dei volumi dedicati a Milano e Torino, si contraddistingue da molte altre per la sua estrema trasparenza. “L’attività degli ispettori– spiegano i curatori- è certificata in blockchain ed è consultabile on line dai lettori con l’obiettivo di garantire che le schede siano il frutto di visite realmente effettuate. E per questo siamo trovano anche gli scontrini dei pranzi e delle cene, tutto pagato regolarmente”.

Un piatto preparato all’Osteria dell’Orologio

Nel corso della presentazione si sono svolte le premiazioni dei ristoranti, dei bar e degli esercizi commerciali più apprezzati dell’anno. A ricevere un riconoscimento sono stati, tra gli altri, La Pergola, Pipero, Il Pagliaccio e Materia Prima tra i ristoranti e Il Calice e la stella o Borgo San Giorgio tra quei locali che hanno saputo ben valorizzare l’olio extravergine di oliva. Il ristorante Il Marchese, noto anche per essere l’amaro bar più grande d’Italia, è stato premiato proprio per la valorizzazione degli amari e dei distillati. Mentre tanti altri locali hanno ricevuto menzioni speciali, come quelli che hanno meglio valorizzato nel corso dell’anno i prodotti locali della regione Lazio. Tra questi ecco, ad esempio, N’antro e Piatto romano a Roma ma anche l’Osteria del tempo perso a Frosinone, la Trattoria del Cimino dal 1895 a Viterbo o il Ristorante degli angeli a Rieti.

I tipici “panini” di Jiamo Lab

Tanti i nomi che meritano di essere citati. Tra loro Smor o Jiamo lab tra i piccoli locali di cucina etnica adatti a una pausa pranzo veloce, quest’ultimo di nuovo premiato. Oppure il Maritozzo Rosso a Trastevere dove i tipici dolci romani sono reinterpretati con preparazioni salate. Ci sono Trapizzino e Trattoria Pennestri. E poi i ristoranti Osteria dell’Orologio, La Zia e Moma, che sono stati anche premiati, Aromaticus per i vegetariani, la certezza di Armando al Pantheon per chi ama carbonara e cacio e pepe o l’elegante Song per la cucina cinese gourmet. E, tra le pizzerie, Piazzrium di Gabriele Bonci, 180grammi e i Quintili.

Una pizza di 180grammi

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