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Lavoratori Whirlpool sul piede di guerra: “È un inferno, vogliamo garanzie”

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Sono giunti a Roma per il tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico per scongiurare i licenziamenti nello stabilimento di Napoli
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ROMA – I lavoratori Whirlpool sono sul piede di guerra. Sono giunti a Roma per il tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico per scongiurare i licenziamenti nello stabilimento napoletano e giurano di non volersene andare finché non avranno “garanzie sul posto di lavoro”. Sono arrivati da oltre un’ora, il tavolo è cominciato da poco ma senza la presenza delle figure più attese, i ministri. “Da tre anni siamo in un limbo, per non dire un inferno”, spiega Carmen. “Da tre anni chiediamo di avere il nostro lavoro, non se ne può più, è inaudito”.

La tensione sale quando anche tra i lavoratori giunge la notizia dell’assenza al tavolo dei ministri, impegnati poco distanti dal ministero in Cdm, e nemmeno delle sottosegretaria al Mise Alessandra Todde. “Ministri di cosa?- chiede sarcastica Carmen- loro sono diplomatici”. Qualcun altro chiede quando arriveranno i ministri, se c’è un orario di conclusione del Cdm. Ma non c’è alcuna risposta e qualcuno si spazientisce. Altri si sorprendono dell’assenza della Todde, di solito presente nei precedenti incontri. “Adesso non abbiamo date- conclude Carmen- il nostro riferimento è oggi e per noi non c’è fine a questa giornata finché non avremo garanzie”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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