Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Boom dimissioni, 40 mila in più rispetto al 2019

lavoro_computer_telefono
In aumento le persone che lasciano il lavoro, per passare a un altro ma non solo: l'analisi di ministero del Lavoro e Banca d'Italia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Perché stanno aumentando le dimissioni? Se lo chiede anche la nota congiunta messa a punto da ministero del Lavoro e Banca d’Italia. “Nel corso del 2021- si legge- le dimissioni sono gradualmente aumentate superando, nella seconda metà dell’anno, i livelli registrati nel 2020. Molteplici fattori, relativi sia all’offerta sia alla domanda di lavoro, potrebbero spiegare tale incremento.

DIVERSI FATTORI IN GIOCO

Da una parte i lavoratori dipendenti potrebbero essere meno disponibili a lavorare alle condizioni prevalenti, anche per ridurre il rischio di contagio in una fase di progressivo ridimensionamento del ricorso al lavoro in remoto. Dall’altra è possibile che, grazie alla ripresa della domanda di lavoro, un numero crescente di persone occupate lasci la propria occupazione stabile per un’altra. In questo secondo caso le dimissioni da un lavoro a tempo indeterminato e le assunzioni, anch’esse a tempo indeterminato, dovrebbero registrare andamenti simili”.

DIMISSIONI DIMINUITE CON PANDEMIA, POI RISALITE DA PRIMAVERA 2021

Secondo il rapporto il numero delle dimissioni “è diminuito marcatamente all’insorgenza della pandemia, ma dalla primavera del 2021 è risalito, assestandosi su valori lievemente superiori a quelli del 2019. Nei primi 10 mesi dell’anno sono state rilevate 777.000 cessazioni volontarie di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, 40.000 in più rispetto a due anni prima. Il 90 per cento dell’incremento complessivo osservato è ascrivibile all’industria (36.000 dimissioni in più); nei servizi la crescita delle dimissioni, più contenuta, si è fortemente indebolita dalla fine dell’estate. L’eterogeneità settoriale si riflette anche in quella geografica: nel 2021 le separazioni volontarie sono aumentate nel Centro Nord; nel Mezzogiorno invece sono rimaste stazionarie.

DIMISSIONI PER PASSARE A UN LAVORO MIGLIORE

Complessivamente la dinamica delle dimissioni appare strettamente associata a quella della domanda di lavoro a tempo indeterminato, anche perché concentrata nei settori e nelle aree che dalla primavera del 2021 hanno maggiormente beneficiato della ripresa delle attivazioni di nuove posizioni di lavoro permanente”. Per verificare l’ipotesi che le dimissioni possano essere in buona parte connesse con transizioni da un lavoro permanente a un altro, la nota sottolinea che alla fine del 2018 “questo indicatore è significativamente aumentato, con un picco proprio durante la pandemia; nel 2021 si è assestato su livelli storicamente elevati, suggerendo che in un contesto di forte incertezza i lavoratori, più spesso che in passato, hanno verosimilmente rassegnato le dimissioni solo a fronte della prospettiva di un nuovo impiego”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»