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Occupato il liceo Righi, a Roma si allarga la protesta degli studenti

liceo righi roma
Chiedono una didattica diversa e tutele per docenti e personale Ata
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ROMA – Continua ad espandersi la protesta degli studenti romani: ieri sera, a seguito di un’assemblea, circa 200 giovani del liceo Righi di Roma hanno occupato il loro istituto. Sale quindi il numero di istituti occupati a Roma nelle ultime settimane, solo ieri sono state occupate altre quattro scuole: il ‘Morgagni‘, il ‘Newton‘ succursale, il ‘Nomentano’ succursale e la sede di via dei Sabelli del ‘Machiavelli‘.

“Dopo anni di mobilitazioni, dopo aver manifestato innumerevoli volte sotto al ministero dell’istruzione e aver percorso in lungo e in largo le strade di Roma, noi studenti e studentesse del liceo Righi vogliamo porre fine agli interminabili ‘siamo tutti nella stessa barca’ e ‘vi capiamo’. Mostreremo a tutti di cosa ha bisogno la scuola“, hanno scritto i giovani in un comunicato inviato alla stampa. Tra le ragioni che hanno mosso la protesta, i programmi scolastici, ritenuti poco al passo con i tempi. Per questo gli studenti hanno proposto il potenziamento delle materie informatica ed educazione civica, ma anche l’introduzione dell’educazione ambientale sessuale come materie obbligatorie. “Riscontriamo anche particolari criticità che riguardano il programma di storia che ad oggi non include gli avvenimenti degli ultimi settant’anni, fondamentali per la comprensione della realtà attuale“; concludono i ragazzi e le ragazze del liceo.

Centrale anche il problema dell’edilizia scolastica: dei 40mila edifici scolastici, il 70% è stato costruito nella prima metà del Novecento. “Il 38,8% degli istituti nazionali necessita di interventi urgenti di manutenzione straordinaria per adeguamento alle norme e per l’eliminazione dei rischi”, evidenziano i ragazzi. Ma non secondaria è anche la questione della mancanza di spazi, che comporta la sovrappopolazione nelle classi e la mancanza di spazi di aggregazione durante il pomeriggio. “Per quanto riguarda le classi pollaio, crediamo che sia ipocrita la definizione del ministero dell’istruzione, che vede rientrare nella categoria le classi composte da più di 28 ragazzi- aggiungono- L’anno scorso, seguendo un percorso di mobilitazioni, abbiamo evidenziato possibili spazi per lo svolgimento delle attività didattiche e sociali occupando edifici abbandonati, quali l’ex Lucernario dell’università Sapienza e l’ex stazione Trastevere”.

Ma non è solo una questione di edifici: per i giovani del ‘Righi’ è la stessa lezione frontale che ha dimostrato di essere “inefficace e lenta. Questo comporta un allontanamento tra la figura del professore e dello studente e una conseguente perdita di importanza del ruolo della scuola nella vita di una ragazza/o”, scrivono. Una figura, quella del docente, a cui da troppo tempo “non viene riconosciuto il giusto valore sociale e la loro importanza per lo sviluppo di una società cosciente e democratica. Per questo motivo, chiediamo al ministero dell’Istruzione una netta revisione dei salari, che permetta un giusto compenso rispetto alla professione che svolgono”.

I giovani sottolineano anche la precarietà dei collaboratori scolastici, “costretti, non avendo orari regolari, a doversi organizzare di settimana in settimana per spostamenti spesso interregionali“. Un problema che non tocca da vicino gli studenti “ma non possiamo negare la nostra solidarietà a lavoratori con cui siamo ogni giorno a contatto e a cui affidiamo la custodia delle nostre scuole”. “Tutte le problematiche che abbiamo esposto in questo comunicato hanno provocato enormi danni a livello psicologico, che non sono stati ancora seriamente affrontati. Chiediamo che vengano istituiti svariati sportelli di ascolto, e che vengano estesi i PDP (Piano Didattico Personalizzato) in tutte le scuole- concludono- abbiamo deciso di occupare per riprenderci i nostri spazi in cui ci prefiggiamo l’obiettivo di proporre un modello di didattica alternativa che ci responsabilizzi e dia spazio alla nostra coscienza critica. Le nozioni apprese tra i banchi non devono essere fini a loro stesse, ma devono essere funzionali ad una crescita a 360 gradi del singolo, colmando le mancanze della didattica tradizionale”.

Questa mattina le lezioni alternative proposte dai giovani prevedono un incontro con Pietro Turano, un dibattito su Mimmo Lucano e poi il tema della mobilità all’estero. Dalla pagina Instagram del collettivo ‘Ludus’, i giovani del ‘Righi’ fanno sapere che si entrerà solo con Green pass.

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