Regione Lombardia, blitz M5s sul taglio degli stipendi: il centrodestra insorge

"È l’ennesima occasione persa: sarebbe stato un bel segnale ai lombardi in un momento particolarmente difficile"
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MILANO – E’ bagarre in aula a Palazzo Pirelli per un emendamento a targa M5S al Defr che chiede incentivi per la riduzione degli emolumenti a giunta e consiglieri regionali. Il testo, presentato dal consigliere grillino Luigi Piccirillo e bocciato dall’aula, registra dure reazioni da parte di alcuni consiglieri ‘dirimpettai’ di maggioranza.

Particolarmente acceso l’intervento dell’ex FdI e ora seduta nel Gruppo Misto del Consiglio, Viviana Beccalossi. “Non mi vergogno a dire no, e non mi vergogno a dire che lavoro di politica da 24 anni, entrando qui dentro con 11.000 preferenze. Non accetto lezioni da chi occupa questo posto con poco più di 500 preferenze”, afferma Beccalossi.

Pochi minuti dopo è il presidente della commissione Attività produttive, il leghista Gianmarco Senna, che reagisce chiedendo quanti siano i rimborsi chiesti dal gruppo consiliare pentastellato, mentre insorge anche il capogruppo di Forza Italia, Gianluca Comazzi: “Non possiamo stare un’ora a parlare di un emendamento simile, è anche colpa nostra”.

Intanto, il leghista Antonello Formenti suggerisce al M5S di introdurre quantomeno un sistema contributivo che permetta ai consiglieri di avvalersi di un sistema previdenziale, “perché molti hanno un lavoro e una famiglia”.

Non ci sta Piccirillo, che rincara: “È l’ennesima occasione persa: sarebbe stato un bel segnale ai lombardi in un momento particolarmente difficile– dice- e invece riecco la casta: ancora una volta tutti i partiti, tutto il centrodestra e il Pd compreso, usano risorse pubbliche per mantenere in vita privilegi assurdi. Siamo stati eletti per fare l’interesse dei cittadini, non per fare i nostri e ricordo che i consiglieri del M5S si tagliano lo stipendio”.

Tagli per 3,5 milioni di euro solo in Lombardia, come sottolinea il capogruppo pentastellato De Rosa, che non ne fa comunque una questione di soldi: “Fosse anche solo un euro… I soldi si spendono, certo, e vanno spesi per portare a casa un lavoro per i cittadini, però non si buttano neanche via. Il punto è metterci alla pari con un normale dipendente, perché non ci dobbiamo ritenere superiori a nessuno”.

Insomma, “questa situazione non è nata per il M5S ma per le cavolate che sono state fatte da voi, quelli esperti di questi scranni”, afferma De Rosa, secondo cui “non c’entra la magistratura, ma quello che percepisce la gente”.

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