Sinistra amarcord, ora il leader è Tony Blair

Il 21 gennaio si celebra il centenario della fondazione del Partito Comunista italiano, a Livorno. Matteo Renzi festeggerà in città, con Tony Blair
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Poi dice che siamo ‘provinciali’. Ma è davvero un giudizio azzeccato, se invece di guardare al mondo, bello e vario, i protagonisti della politica italiana insistono a riportare la vicenda delle presidenziali Usa sul terreno dell'”io so io, e voi nun siete…”. 

Così Matteo Renzi, che dalle colonne di Repubblica interpreta la vittoria di Biden non come una vittoria della sinistra. Nossignore. E’ una vittoria della sinistra-che-si-sposta-al-centro. Praticamente non ha vinto Joe Biden, ha vinto Ciriaco De Mita. Anzi, Matteo Renzi.   Il leader di Italia viva è  tanto convinto della sua tesi da infarcirla di corollari. “Se avessero corso Sanders o Warren, oggi Trump sarebbe a preparare il secondo giuramento, non a giocare a golf”. Chi può dirlo? A parte Matteo Renzi, ovviamente. Gli si potrebbe obiettare, infatti, che Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane astro nascente dei progressisti americani, è per inclinazione personale e contenuti ben più a sinistra di Biden, Obama e Sanders messi insieme. Ma “con AOC si vince il collegio di New York, con Biden si vince la Casa Bianca”, trancia lapidario Renzi. Praticamente una pariolina.  Vero è che l’ex segretario del Pd coglie un sentimento diffuso, almeno tra le pagine del quotidiano di Molinari. Non a caso la sua lettera al direttore affianca una paginata di intervista niente di meno che ad Anthony Giddens, il sociologo e parlamentare inglese considerato il guru della “terza via” blairiana. Dopo cotanto fallimento, e decine di tomi, Giddens è qui ‘addirci (altre) due parole’: non più terza via’. Quella di Biden è la “nuova via”.    Quale che sia la via, la domanda e’ sempre la stessa: come e dove vince questa sinistra? Renzi dice “al centro”. Giddens suggerisce: in alto.   “Non credo che nelle circostanze attuali Biden o qualsiasi altro leader di centrosinistra possa governare come un moderato”, spiega infatti il guru liberal. “La pandemia richiede un attivismo interventista su larga scala. Biden non sarà mai abbastanza radicale per la sinistra del Partito democratico. Ma farà una politica molto ambiziosa, come esige la crisi più grave perfino della Grande Depressione degli anni ’30”.  Quasi un secolo fa. Ironia della sorte, il richiamo al blairismo avviene alla vigilia dei 100 anni dalla nascita del Pci, il 21 gennaio prossimo. Si tratta di un anniversario speciale per la sinistra italiana, se non altro perché quella fra socialisti e comunisti è la madre di tutte le scissioni. Con spirito non proprio unitario, Renzi festeggerà a Livorno dove porterà Tony Blair in persona. La mossa ha suscitato qualche polemica, qualcuno ha pensato ‘sacrilegio’. Ma ricorrenza per ricorrenza, i compagni potranno ricambiare la cordialità festeggiando i 23 anni dal trionfo del New Labour a Downing Street, che cade il Primo Maggio.    Sia come che sia, l’ex leader britannico ha davvero tanti sostenitori in Italia. Persino nella destra, quella vera. “L’Europa non si esaurisce in due opzioni, uscire o prostrarsi in ginocchio. Io rappresento la terza via blairiana di destra”, va dicendo in questi giorni Giorgia Meloni. Auguri.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»