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Energia, Enel punta sull’idrogeno verde: capacità di oltre 2Gw al 2030

L'ad Starace: "Due scenari possibili, anche il nucleare può svolgere un ruolo"
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ROMA – Nella vision del futuro verso il 2030 Enel vede “opportunità significative” anche “dal segmento dell’idrogeno verde, in cui il Gruppo prevede di integrare gli elettrolizzatori negli impianti rinnovabili che producono elettricità per la vendita diretta o per servizi di dispacciamento, vendendo idrogeno verde anche a clienti industriali”. Il Gruppo prevede quindi “di accrescere la propria capacità di idrogeno verde a oltre 2 GigaWatt nel 2030“.

STARACE (ENEL): NUCLEARE PUO’ SVOLGERE RUOLO IN IDROGENO VERDE

“Credo che con ogni probabilità anche il nucleare può svolgere un ruolo per quanto riguarda l’idrogeno verde“, anche se tra il modello centralizzato, con grossi elettrolizzatori che producono idrogeno in forma centralizzata, che poi va trasportato, e il modello diffuso, con elettrolizzatori in rete, “noi preferiamo immaginare un modello distribuito, ma vedremo come si svilupperà”. Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale Enel, lo dice rispondendo a una domanda degli analisti nel corso della presentazione del nuovo piano strategico.

Capire quale sarà lo scenario dell’idrogeno “sarà possibile da un punto di vista competitivo vederlo nei prossimi 5 anni, ma tuttavia ancora non sappiamo che tipo di industria sarà”, precisa Starace.

“Oggi secondo me ci sono due esiti possibili”, argomenta l’ad e dg Enel, “vedremo un elettrolizzatore di grosse dimensioni che produrrà idrogeno che dovrà essere trasportato? Questo è uno scenario con una sfida di logistica non da poco, come si trasporta l’idrogeno considerando il costo e la sicurezza necessari”.

Poi, prosegue Starace, “il secondo scenario è quello in cui l’idrogeno potrebbe esser prodotto in forma modulare, di prossimità, con elettrolizzatori più piccoli”, vicini ai punti di produzione dell’elettricità, rinnovabile ad esempio, “e allora l’elettricità verrebbe inviata agli elettrolizzatori”.

Il secondo “sarebbe totalmente diverso come scenario, ma mancano le indicazioni su quale potrebbe essere quello più probabile“, prosegue l’ad e dg Enel, parlando di “una situazione ancora poco prevedibile, ma sarà modulare o come prima?”, cioè come capitava con la generazione centralizzata delle grandi centrali elettriche prima dell’avvento delle rinnovabili diffuse.

“Vedremo”, prosegue, certo, con il modello centralizzato si realizza “un’economia di scala con un impatto su noi che sarà diverso”, mentre “il modello con elettrolizzatore distribuito darà piu valore alle reti rispetto all’altro modello” e “preferiamo immaginare un modello distribuito, ma vedremo come si svilupperà”.

Ad ogni modo, il modello diffuso “comporterà una forte domanda nel solare di energia da rinnovabili– conclude- credo che con ogni probabilità anche il nucleare può svolgere un ruolo per quanto riguarda l’idrogeno verde”.

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