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Milano, in classe una volta a settimana? Per i presidi è una buona idea

La proposta di Castelbianco, psicoterapeuta dell'Ido: "Chiedere un giorno a settimana alle superiori permette ai ragazzi di non perdere il contatto l'istituzione scuola che non è solo apprendimento ma possibilità di condividere"

Pubblicato:24-11-2020 10:45
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 20:37
Canale: Lombardia
Autore:
scuola aula banchi scuole
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di Leonardo Petrini

MILANO – “Studenti a scuola una volta a settimana? Magari. I ragazzi hanno bisogno di venire fisicamente negli istituti. L’educazione non è solo apprendimento e programmi da svolgere. Ci sono anche altre necessità, come lo stare insieme“. Questo il commento della dirigente della Scuola Europa Milano, Roberta Ginese, alla proposta dello psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco.

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“Anche i ragazzi che in questo momento fanno lezione in presenza sentono il vuoto nella scuola lasciato da quelli che non ci sono– continua Ginese-. Questa situazione e’ una perdita importante dal punto di vista psicologico e sociale, molto più che dal punto di vista didattico. L’anno scorso, infatti, i programmi sono stati portati avanti in modo eccellente. Ma umanamente gli studenti hanno perso tutto. Ecco perché dico sì alla proposta”. “Il mio appello è alla ministra e a tutte le istituzioni, la scuola è un luogo sicuro, non e’ un focolaio, chiedere un giorno a settimana alle superiori permette ai ragazzi di non perdere il contatto con l’istituzione scuola che non è solo apprendimento ma possibilità di condividere, il danno che stanno subendo i ragazzi è forte e ce lo porteremo dietro a lungo”. Con queste parole Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), aveva infatti lanciato un appello ai decisori politici affinché si permetta agli studenti delle scuole superiori di tornare in classe una volta a settimana.

Con la Dad si viene a perdere una parte importante che è la socialità. La scuola, infatti, è fatta di un tessuto di relazioni. Relazioni che vengono a mancare, in questo momento, a tutti: studenti, docenti, personale. E non c’è nessun altro modo di recuperarle- commenta Chiara Arena, dirigente dell’Istituto Cartesio di Cinisello Balsamo – Detto questo, quindi, sarei favorevole alla proposta di Castelbianco. Ma il sistema dei trasporti è in grado di reggere questa soluzione? Credo che, volendo davvero mettere in pratica quanto richiesto, sarebbe necessario un potenziamento dei mezzi pubblici”. 

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