di Cristina Rossi e Vittorio di Mambro
ROMA – “Spero che ti sparino presto”, “Festeggeremo la tua morte”, “Sarà un bel giorno quando ti uccideranno”, “ti auguro un vestito di piombo”: è questo il tenore dei messaggi d’odio arrivati per mail a uno dei sei giudici del Tribunale di Roma, ‘colpevole’ di aver “acceso la miccia” dei centri per migranti in Albania e averne fatto esplodere la bomba sul governo. Così, preoccupata per la valanga di minacce ricevute, Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica e componente dell’Associazione nazionale magistrati ha presentato formale denuncia alla Procura di Roma.
MAILBOMBING CON MINACCE DI MORTE DA “PATRIOTA” & SIMILI
A preoccupare il magistrato, tanto da spingerla alla denuncia, non solo il contenuto delle minacce esplicite di morte, ma anche la modalità e la frequenza con cui le ha ricevute. Non sono arrivate solo genericamente sui social, nei dibattiti sul tema migranti, ma sulle sue mail personali del ministero della giustizia e alla casella di posta elettronica di Magistratura democratica, di cui Albano è presidente. Il target di quei messaggi d’odio era proprio lei che di queste mail ne ha ricevute- dopo la pronuncia del Tribunale di Roma contro l’iniziativa del governo- anche trenta al giorno. Alcune anonime, altre firmate con nome e cognome (fake), altre ancora dall’appellativo “Patriota” o simili. Ora l’indagine è in mano al gruppo reati informatici della procura di Roma, dove è stata depositata la denuncia, ma gli atti verranno subito trasmessi a Perugia, competente per le vicende giudiziarie dei magistrati della Capitale.
“CAMPAGNA DI DISCREDITO CONTRO MAGISTRATI PORTA A CLIMA D’ODIO”
La vicenda viene confermata da Medel (Magistratura democratica) dai canali social che, esprimendo forte preoccupazione, la inserisce nel contesto degli “attacchi pubblici e della campagna mediatica in corso contro la magistratura a seguito delle decisioni emesse dalla sezione della protezione internazionale del Tribunale di Roma in relazione ai primi casi di applicazione del Protocollo Italia-Albania”. E ancora,
“tale allarme è aggravato dagli attacchi portati, ‘by naming and shaming’ ad uno dei giudici della sezione per le posizioni espresse nel dibattito pubblico e nell’impegno associativo sul tema dei migranti e dei diritti fondamentali”. Quindi, “la campagna di discredito che è stata scatenata contro i magistrati romani, e in particolare contro Silvia Albano– riporta ancora una nota di Md- ha contribuito a costruire un clima di contrapposizione, di odio, trasceso infine in gravi minacce alla sua incolumità e alla sua vita”.
LA SOLIDARIETÀ DELLA POLITICA (DI SINISTRA)
Dal mondo politico esprimono solidarietà al giudice Albano Debora Serracchiani, deputata Pd e responsabile Giustizia, Angelo Bonelli, deputato Avs, infine Riccardo Magi, segretario di +Europa.
“Solidarietà alla giudice Silvia Albano minacciata di morte per il suo lavoro nella sezione del Tribunale specializzata in immigrazione- scrive Serracchiani su X- Gravissime intimazioni che colpiscono un magistrato nelle sue funzioni e alimentate da uno scontro irresponsabile tra poteri dello Stato”.
“Esprimo la mia piena solidarietà alla giudice Silvia Albano, oggetto di gravi minacce per aver svolto il suo dovere- si associa infine Bonelli- Quanto accaduto è il risultato del clima di attacco contro la magistratura che ha come scopo la sua delegittimazione, clima creato ad arte dalla destra in questo paese che non accetta le sentenze dei tribunali perché vorrebbero esercitare insieme potere esecutivo e giudiziario”.
“Dopo una settimana di violenza verbale da parte del governo e della maggioranza di destra contro la giudice Albano, rea di aver svolto il proprio lavoro nel caso dei migranti in Albania, arrivano le minacce di morte. Questo è il frutto del clima d’odio che si respira nel Paese quando qualcuno non fa ciò che è gradito alla maggioranza. Solidarietà alla giudice Albano”. Afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. “Peraltro, come confermato anche dall’Unione Camere Penali, la giudice Albano sta pagando il prezzo di una polemica scatenata da palazzo Chigi che non ha alcun fondamento tecnico, dato che, con il collegio di giudici, si è limitata ad applicare la normativa europea di riferimento sui migranti”, conclude Magi.
ANCHE FDI SOLIDALE “MA ALBANO E COLLEGHI NON DOVEVANO PRENDERE DECISIONE COSÌ RILEVANTE”
“Giunga al giudice Albano la nostra solidarietà per le minacce di morte ricevute. Ci auguriamo che si sappia presto da chi provengono in modo tale da agire di conseguenza. Analizzare e obiettare sulle sentenze è diritto di ogni cittadino, ma travalicare il confine del confronto civile è inaccettabile. Noi riteniamo che la sezione del Tribunale di Roma che si occupa di immigrazione non abbia gli strumenti né le competenze per giudicare sicuro o insicuro un paese e al massimo possa esprimersi su singole violazioni di legge a danno di una persona, pertanto confermiamo che la giudice Silvia Albano avrebbe dovuto astenersi dal prendere con i suoi colleghi una decisione cosi rilevante. Il dissenso è il sale della democrazia, come dimostra Giorgia Maloni continuamente attaccata dalle opposizioni, ma quei circuiti collaterali che bruciano in piazza manichini che la raffigurano non hanno nulla a che vedere con la critica politica e sbaglia Magistratura democratica a trarre queste conclusioni. Non c’è nessun clima d’odio alimentato dalla destra, ma solo una legittima critica supportata da giuristi con sensibilità opposte a quella della corrente di MD. La colpa delle minacce è unicamente dei meschini che le fanno”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.




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