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Manovra, critici i medici di pronto soccorso: “Non dà segno di reazione al declino del SSN”

De Iaco (Simeu): "Nuove premialità per pochi medici che vorranno lavorare di più non possono essere la sola risposta"

Pubblicato:24-10-2023 15:00
Ultimo aggiornamento:24-10-2023 15:02
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medici di pronto soccorso
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ROMA – “Dalle Istituzioni non giungono segnali sufficienti. Prendiamo atto di una manovra finanziaria che non dà alcun segno di reazione al declino sempre più verticale del SSN. La giusta attenzione alle liste d’attesa, le promesse di nuove premialità per i pochi medici che vorranno lavorare ancora di più, non possono essere la sola risposta”, afferma il presidente nazionale Società italiana di medicina emergenza urgenza (Simeu), Fabio De Iaco, che aggiunge: “Si continua a guardare al passato, imprigionati in modalità di approccio al problema che hanno già dimostrato inefficacia ed anzi sono tra le principali cause della situazione odierna”.

LA SITUAZIONE ATTUALE DEI PS

Da anni la Simeu lancia allarmi su condizioni che non hanno, ad oggi, alcuna risposta programmatica basata sull’osservazione del reale. “Carenza estrema di medici e infermieri, incremento delle esigenze dei cittadini, debolezze della medicina del territorio, insufficienza degli ospedali, istanze socio-assistenziali crescenti che non trovano altro sbocco se non in Pronto Soccorso che continuano incredibilmente a garantire il servizio, pur nel disagio di tutti gli operatori e dei direttori di struttura”.

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QUALE IL FUTURO DELL’EMERGENZA URGENZA?

“La risposta sta nelle decisioni che verranno prese oggi- afferma la Simeu- I recenti dati sui prossimi ingressi nelle scuole di specializzazione riflettono il rifiuto dei nuovi medici di aderire al progetto del futuro Sistema Sanitario nazionale (SSN) (oltre 6.000 borse sono andate perdute), non solo per la Medicina d’Emergenza Urgenza, che registra il triste primato del 76% di posti di specialità che resteranno non assegnati. Si è verificato un peggioramento del 15% rispetto ai bandi del 2022 che, sommato al rischio di abbandono storicamente registrato durante gli anni di specializzazione calcolato attorno al 20%, significa che nei prossimi 5 anni si avrà un solo specialista MEU ogni 125.000 abitanti. Il rischio vero è la scomparsa dell’assistenza specialistica in urgenza- avverte la società scientifica- garanzia insostituibile per la sopravvivenza stessa dei cittadini: la situazione si correggerà solo con un deciso intervento che riveda ruolo e organizzazione del sistema extra-intra ospedaliero nella direzione della peculiarità e soprattutto delle ambizioni professionali dei giovani specialisti, a partire dalle motivazioni che generano questo dato”.

IL FUTURO DEL SSN

“È evidente la necessità imperativa di un’analisi profonda dell’attrattività del SSN e dell’offerta formativa e professionale post-laurea. Un sistema che continua a impiegare in Pronto Soccorso medici di varia provenienza ma si priva del prezioso apporto di specializzandi degli ultimi anni di corso, rivela una stortura inaccettabile per la salute stessa dei cittadini- spiega la Simeu- per la gestione economica della sanità, per la dignità di chi sceglie la professione. Inoltre, i dati legati alle altre specialità, certificano il rischio della futura ingestibilità di tutto il SSN: 56% di borse non assegnate in Chirurgia Generale, 53% in Anestesia e Rianimazione, 46% in Medicina Interna, 72% in Anatomia Patologica”. “Senza un deciso intervento strutturale ci chiediamo chi, nei prossimi anni, manterrà in vita gli ospedali per acuti”, sottolinea il past president Salvatore Manca.


SIMEU CHIEDE ALLA POLITICA SEGNALI INCISIVI E CORAGGIOSI

Secondo il dottor Andrea Fabbri, che dirige l’Osservatorio nazionale Simeu, “gli investimenti annunciati, non saranno incisivi se non accompagnano progetti di riforma che possono cambiare la visione del futuro”. La Simeu chiede: “Riforme di contesto che permettano giusta dignità ai professionisti della salute; la riforma delle scuole di specializzazione che offra orizzonti dignitosi e attrattivi ai nuovi medici; azioni chiare e decise sul contenzioso medico-legale; il riconoscimento delle nuove competenze degli infermieri; la riforma dell’intero sistema dell’Emergenza Urgenza”.

A Roma l’Accademia dei Direttori SIMEU, che raccoglie i primari di Medicina d’Emergenza Urgenza italiani, ospedalieri e universitari, si incontreranno in due intense giornate di lavoro il 16 e 17 novembre prossimi per proporre soluzioni tecnico scientifiche. L’impegno dell’Accademia dei Direttori SIMEU è dare un contributo fattivo nella direzione delle possibili soluzioni oltre la denuncia. Alle giornate di lavoro sono invitati tutti i Direttori di Medicina d’Emergenza Urgenza italiani, ospedalieri e universitari, i massimi esponenti Istituzionali e i rappresentati dei Cittadini. L’obiettivo comune è quello di individuare una sintesi di proposte tecnico-scientifiche che saranno oggetto di una dichiarazione finale.

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