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Siria, l’Europarlamento condanna l’offensiva della Turchia e chiede sanzioni

In risoluzione si invoca ritiro forze Ankara e creazione zona Onu
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ROMA – Il Parlamento europeo ha espresso “una ferma condanna” dell’intervento militare turco nel nord-est della Siria e, attraverso una risoluzione approvata oggi, chiede alla Turchia di ritirare tutte le forze dal territorio siriano. Nella risoluzione, si legge in una nota diffusa a Strasburgo, i deputati avvertono che l’intervento turco in Siria costituisce una grave violazione del diritto internazionale, che compromette la stabilità e la sicurezza dell’intera regione. Citando fonti delle Nazioni Unite, il Parlamento ha sottolineato che l’avvio dell’invasione militare turca in zone controllate dalle Forze democratiche siriane (Sdf), una violazione del diritto internazionale, ha comportato un elevato numero di vittime civili e militari lungo entrambi i lati del confine e lo sfollamento di almeno 300 mila cittadini. Pertanto, i deputati sostengono la creazione di una zona di sicurezza guidata dalle Nazioni Unite nella Siria settentrionale. Il Parlamento ha respinto con fermezza la proposta della Turchia di istituire una “zona di sicurezza” lungo il confine nel nord-est della Siria e ha espresso preoccupazione per le disposizioni dell’accordo tra Stati Uniti e Turchia del 17 ottobre su un cessate il fuoco temporaneo che legittimano l’occupazione turca della “zona di sicurezza” nel nord-est della Siria. Nell’esprimere solidarietà al popolo curdo, i deputati hanno sottolineato l’importante contributo delle forze guidate dai curdi, in particolare da donne, nella lotta contro Daesh. Tuttavia, hanno espresso preoccupazione in merito alle notizie secondo le quali centinaia di prigionieri appartenenti all’organizzazione terroristica, tra cui numerosi combattenti stranieri, stanno fuggendo dai campi della Siria settentrionale a causa dell’offensiva turca, circostanza che aumenta il rischio di una nuova ascesa dell’Isis.

Il Parlamento ritiene inaccettabile che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan utilizzi i profughi come arma per ricattare l’Ue. Invita, pertanto, il Consiglio Ue a introdurre una serie di sanzioni e di divieti mirati di concessione del visto, d’ingresso ai funzionari turchi responsabili delle violazioni dei diritti umani durante l’attuale intervento militare. Inoltre, il Parlamento esorta il Consiglio a prendere in considerazione l’adozione di misure economiche contro la Turchia e la sospensione delle preferenze commerciali nel quadro dell’accordo sui prodotti agricoli. In ultima istanza, invita a considerare la sospensione dell’unione doganale Ue-Turchia.

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