Roma, i residenti di San Lorenzo: “Viviamo chiusi in casa, abbiamo paura”

https://www.youtube.com/watch?v=Pw44lBOZeYg&feature=youtu.be ROMA - "Basta venire la sera e vedere se c'è pericolo o meno qui a San Lorenzo. Viviamo chiusi in
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ROMA – “Basta venire la sera e vedere se c’è pericolo o meno qui a San Lorenzo. Viviamo chiusi in casa, perché abbiamo paura ad uscire”. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha da poco lasciato il quartiere di San Lorenzo a Roma. Non è riuscito a deporre un fiore davanti al cancello della struttura occupata all’interno della quale è morta in circostanze da verificare, la sedicenne Désirée Mattino. Non hanno dubbi i residenti di San Lorenzo: il disagio supera la polemica politica. Ai Sanlorenzini doc, venuti in via dei Lucani, quello che interessa è che qualcuno li ascolti.

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“Il colore della pelle non fa la differenza, solo che in strada a spacciare ci sono gli stranieri. Fermano i ragazzi per vendergli la droga”, racconta una 60enne residente. “Fino a vent’anni fa era un quartiere sicuro, eravamo una famiglia. Ci conoscevamo tutti- racconta- e non era mai successo niente. Poi sono arrivati gli immigrati, ma ce ne sono di bravi e che lavorano”. E parlando della struttura dove è morta Désirée la donna spiega: “Se tu permetti che si ammassino a vivere qui dentro, cosa vuoi che facciano? È normale che poi delinquano”.

A spiegare meglio cosa accade a San Lorenzo è una giovane madre: “Questo non è assolutamente un quartiere sicuro. A me è arrivata una bottigliata sulla carrozzina, mentre passeggiavo. Qui c’è spaccio di cocaina, fumo, crack. Purtroppo le forze dell’ordine hanno le mani legate. Tempo fa i controlli erano tanti ed erano quotidiani: li fermavano, li arrestavano, ma il giorno dopo erano di nuovo qui”.

“Le forze dell’ordine non posso avere le mani legate e non devono aver paura di chiedere un documento. Qui alcuni poliziotti sono stati aggrediti perché facevano il loro lavoro”, racconta la ragazza, che poi fa una precisazione: “La sicurezza deve esserci anche per gli stranieri stessi. Qui c’è ne sono tanti che vivono, lavorano e portano i propri figli a scuola. Persone per bene che magari di notte vengono emarginati per colpa di chi delinque”.

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