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Taglio delle indennità, Pomicino: “E’ un’aggressione, si guadagna di più in banca”

L'ex ministro è nettamente contrario all'ipotesi, come quella prospettata da un ddl del M5s, di dimezzare le indennita' dei membri delle Camere
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ROMA  – “Il taglio delle indennita’ a deputati e senatori? E’ un’aggressione al Parlamento“. Paolo Cirino Pomicino e’ nettamente contrario all’ipotesi, come quella prospettata da un ddl del M5s, di dimezzare le indennita’ dei membri delle Camere.

“Spero che finisca presto questa stagione- spiega Pomicino intervistato dalla Dire- perche’ la politica e’ come la salute: capisci quanto e’ importante quando non c’e’ piu’“. Ovviamente , osserva l’ex ministro e dirigente della Dc, oggi nel comitato per il no al referendum, “questo non significa impedire le critiche al Parlamento. Ma la critica, sempre legittima, non puo’ tradursi in un’aggressione all’organo espressione della sovranita’ popolare. E il taglio dell’indennita’ e’ un’aggressione vera e propria“.

Pomicino pone anche un tema di composizione delle Camere. “In base all’orientamento di quelli che chiedono i tagli- si domanda- chi dovrebbe fare il parlamentare? Il ricco, evidentemente, perche’ gli altri non se lo possono permettere. E neppure le persone capaci, lo faranno. Immaginiamo un professionista, un imprenditore, uno che deve lasciare la guida dell’impresa per molti anni. E chi glielo fa fare? Deve lasciare un’attivita’ e andare a prendersi gli insulti, senza neppure il ristoro di un trattamento dignitoso. Pensiamo ad esempio a Luciano Cimmino, il titolare di Yamamay: se n’e’ andato, si e’ dimesso. Insomma rischiamo che l’offerta del Parlamento sia modesta. E da 20 anni a questa parte, c’e’ una certa carenza di uomini liberi e forti”.

Tanto piu’ che c’e’ un costo politico: “Non ce lo nascondiamo: il rischio e’ che in mancanza di un emolumento dignitoso, molti penseranno a far soldi in altro modo. Avremo un parlamento di obbedienti, il contrario di quello che serve in un’epoca in cui dominano altri poteri, a partire da quello economico e finanziario”, spiega Paolo Cirino Pomicino alla Dire.

Ma con la meta’ dell’attuale indennita’, non si puo’ vivere dignitosamente a Roma? “Non scherziamo. Si vive come un impiegato di quinto livello. Io mi chiedo: perche’ un dirigente di banca guadagna due volte quello che guadagna un politico? Che forse la funzione legislativa e’ meno importante? La funzione legislativa e’ cosa seria. Ma se la possono fare tutti, allora e’ giusto farla a tre palle. A tre palle e un soldo“.

E non trova una contraddizione che in prima fila, nella battaglia per dimezzare le indennita’, ci siano i Cinque stelle, ‘compagni di viaggio’ nel fronte per il no? “Il fronte per il no non e’ un fronte politico, e’ un fronte costituzionale. E chi e’ colto dovrebbe saperlo, ricordare ad esempio che Togliatti e Croce votarono insieme… E poi, anche la sinistra, con Renzi, propone di tagliare le indennita’. E allora mi faccia citare Marx: la ‘liberta’ dal bisogno’ rende indipendenti”. Valeva per i lavoratori, vale anche per i parlamentari.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

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