Turismo. L’idea è di usare le case cantoniere per i camminatori

"Possono essere un brand formidabile", spiega il ministro Franceschini. Il camminatore "vuole una ospitalità semplice, povera"
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ROMA – “Stiamo lavorando a una norma per mettere a disposizione dei camminatori e dei ciclisti luoghi per l’ospitalità come i beni demaniali, le vecchie stazioni, i fari, le case cantoniere, i caselli. Abbiamo fatto una riunione qualche giorno fa con l’Anas e l’Agenzia del demanio per un progetto specifico che si chiamerà Case cantoniere“. Così il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, a margine dell’incontro con tutti gli operatori del settore che si e’ tenuto oggi a Castel Sant’Angelo nel convegno intitolato ‘I cammini incontrano il Giubileo’ (LEGGI QUI IL PEZZO). Si tratta di “un progetto straordinario, sono più di 1600 le case disponibili e possono essere un brand formidabile perché sono riconoscibili con il loro rosso- spiega Franceschini- a volte si trovano in centri abitati, a volte in luoghi naturalistici fantastici e possono diventare quello che serve ai percorsi di questo tipo perché il camminatore vuole una ospitalità semplice, povera, vuole spendere poco e le case cantoniere possono diventare ostelli, trattorie, luoghi per riparare biciclette”, conclude il ministro.

casa cantoniera

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