venerdì 4 Settembre 2026

Dopo l’attacco alla Flotilla, Crosetto invia la fregata Fasan: che cos’è e cosa potrebbe accadere?

Siamo di fronte ad un'azione contro lo Stato Italiano? I possibili scenari

ROMA – Dopo l’attacco di questa notte alla Global Sumud Flotilla, che ha visto coinvolte anche alcune imbarcazioni italiane, il ministro della Difesa Crosetto, dopo aver sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha annunciato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare.

CHE COS’È LA FREGATA?

Si tratta di un tipo di nave da guerra in grado di affrontare diversi compiti, inclusi il pattugliamento, la ricognizione e l’intercettazione di navi nemiche, protezione antiaerea e difesa antisommergibile. In particolare quella inviata è la fregata Fasan (F591), fregata missilistica italiana della Marina Militare. Come riporta il sito della Marina Militare, è la seconda delle fregate classe FREMM (Fregate Europee Multi Missione) e la prima in configurazione ASW (Anti Submarine Warfare); l’Unità, costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, è stata varata il 31 marzo 2012 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano per il completamento dell’allestimento e le prove di collaudo. Nave Virginio Fasan è stata consegnata alla Marina Militare il 19 dicembre 2013.

Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,4 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Può raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi e ospitare un equipaggio di 167 membri. 

I POSSIBILI SCENARI

Dopo quanto avvenuto nella notte alla Global Sumud Flotilla, colpita in acque internazionali, ci si chiede cosa potrebbe accadere ora. Siamo di fronte ad un’azione contro lo Stato Italiano? Secondo la Convenzione di Montego Bay, chi naviga in acque internazionali deve rispettare le leggi della Nazione che dà la bandiera all’imbarcazione sulla quale viaggia. E pertanto, è come se la nave rappresentasse parte del territorio nazionale.

Ciò considerato, bisogna poi distinguere se l’imbarcazione presa di mira è da guerra o civile. Nel primo caso, l’attacco può avere delle conseguenze estremamente gravi, perché considerato una vera e propria un’aggressione armata contro lo Stato di bandiera. In quel caso si può invocare anche l’art. 51 della Carta Onu sul diritto all’autodifesa e dare vita ad una risposta militare.

Nel secondo caso, quello di un’imbarcazione civile, come la Flotilla, un atto del genere è considerato ostile e una violazione della sovranità di quello Stato che può dare vita a ritorsioni diplomatiche e sanzioni.

Leggi anche