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Cultura, il mondo dei live a San Siro: “Capienza al 100% e ripresa a ottobre”

San Siro
"Entro il mese di ottobre vogliamo una data di ripartenza, senza la quale si metterebbero a rischio anche gli eventi di dicembre-gennaio"
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Di Giacomo Cozzaglio e Giovanni Domaschio

MILANO – Sono stati fermi quasi due anni. Oltre 13.000 ore di silenzio, calcolano. Ma ora i concerti devono tornare dal vivo. È questa la richiesta che tutti gli artisti italiani e gli organizzatori di eventi hanno rivolto al governo nel corso di una conferenza stampa nello stadio San Siro di Milano.

Quello che chiedono gli organizzatori è molto semplice: capienza al 100% con abolizione del distanziamento e una data certa per la ripartenza, a condizione che essa cada prima del 31 ottobre. A questi punti, il mondo dei live garantisce però alle istituzioni che manterranno gli ingressi vincolati all’esibizione del green pass, controllo della temperature e mascherine per gli spettacoli al chiuso.

“Mi appello al presidente del consiglio: “Whatever it takes, the show must go on” è l’appello di Vincenzo Spera di ‘Assomusica’ che riprende la celebre frase di Mario Draghi durante il suo mandato alla Bce.

“I concerti di ottobre-novembre sono già molto a rischio. Entro il mese di ottobre vogliamo una data di ripartenza, senza la quale si metterebbero a rischio anche gli eventi di dicembre-gennaio” precisa Ferdinando Salzano di ‘Friends & Partners’, rimarcando però la delusione per la mancanza di considerazione da parte della politica e dello stesso ministro Franceschini.

“Non ci sentiamo chiamati in causa: parlano di teatri e cinema. Con gli stadi sembra che si riferiscano solo al calcio– insiste Salzano-. Ma non sentiamo la parola abolizione del distanziamento”.

Sul mancato interesse da parte della politica interviene anche Roberto De Luca di ‘Live Nation’: “Siamo stati finora considerati la ‘cenerentola delle arti’. Ma noi creiamo ricchezza sul territorio, lavoro, cultura e formazione per chi lavora nel nostro ambiente“.

Nel caso la loro proposta fosse respinta dal governo, gli organizzatori avrebbero già un piano B da loro definito da “disperazione” e che vorrebbero non attuare: spettacoli dal vivo con 100% di capienza, ma con ingresso solo per chi ha completato il ciclo vaccinale o si è immunizzato dal Covid.

“È arrivato il momento di farci sentire. Credo non ci siano più chance perché ci dicano di no“, commenta l’ex componente dei Pooh Red Canzian, accennando al fatto che in molti altri paesi europei gli eventi dal vivo sono già ripartiti o sono sul punto di farlo.

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