Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Tg Psicologia, edizione del 24 settembre 2021

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

– VACCINO, KAISER FOUNDATION: 20% GENITORI RILUTTANTE SU BIMBI PICCOLI

“Il 20% dei genitori di ragazzi 12-17 anni afferma di non voler far vaccinare i propri figli, percentuale che cresce al 25% per i genitori di bambini 5-11 anni e arriva al 30% per coloro che hanno bambini sotto i 5 anni”. A dirlo è la Kaiser Family Foundation in uno studio sulla somministrazione del vaccino anti-Covid ai bambini con meno di 12 anni. Nel dettaglio, le intenzioni di vaccinazione dei genitori con bambini piccoli, sempre a leggere lo studio della nonprofit, si traducono in: 26% che vogliono fare subito il vaccino ai propri figli di 5-11 anni, ovvero non appena sarà autorizzato dalle agenzie regolatorie; 9% lo farà se verrà richiesto; il 25% non intende farlo ma c’è un 40% di genitori che vogliono aspettare e vedere che succede.

– VACCINO, STAIANO (SIP): È UNICA ARMA CONTRO VIRUS, GENITORI VINCANO DUBBI

“In questi due anni di pandemia abbiamo visto come tante certezze siano venute meno, l’unica che è sempre stata mantenuta nel tempo è quella relativa all’efficacia del vaccino. Dunque la vaccinazione è la sola arma che abbiamo per frenare la diffusione del virus”. A sostenerlo è Annamaria Staiano, presidente della Sip.

– NEUROPSICHIATRA: BAMBINI IMPARANO DA COETANEI, NON ISOLARLI CON DIAGNOSI

“Fare una diagnosi talvolta significa consentire a un bambino di entrare in una classe per cui non sembra essere preparato. Per ovviare si mettono a disposizione aiuti che possono indurre in lui la paura di essere considerato ‘diverso’ o comunque difficile. Spesso il bambino che si sente ‘mal visto’ o inadeguato non ne parla ed evita la compagnia dei coetanei con i quali invece potrebbe imparare giocando”. A dirlo è Graziella Fava Vizziello, presidente di Aepeasi, presentando la giornata di studio ‘Zero-cinque: fra ritardi nel linguaggio, irrequietezza e dipendenza’.

– SUICIDIO, PSICHIATRA: È ANCORA TABÙ, MA OGGI SI PARLA DI PREVENZIONE

Il suicidio è un argomento ‘tabù’, nonostante siano oltre un milione l’anno le persone che si tolgono la vita. “Il suicidio evoca stigma e tabù- spiega Maurizio Pompili, docente ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma- Lo stigma è un marchio su qualcosa da cui dobbiamo stare lontani, ovviamente il suicidio evoca la morte, qualche cosa di molto intimo. In realtà- precisa Pompili- oggi si parla di prevenzione del suicidio, quindi è un passo in avanti nell’ambito della salute pubblica che testimonia la volontà di vivere di soggetti a rischio di suicidio e l’opera di tantissime persone impegnate in un settore estremamente difficile e pieno di rischi, ma nello stesso tempo molto remunerativo dal punto di vista umano, perché salvare una vita è qualcosa di meraviglioso”.

– DISTURBI ETÀ EVOLUTIVA, NEUROPSICHIATRA: GENITORI SONO ALLEATI

Storicamente il rapporto tra la neuropsichiatria infantile e i genitori di bambini con problemi psicologici e/o psichiatrici ha avuto fasi molto complesse, ma oggi si può parlare di un nuovo paradigma: “Il genitore non è più responsabile della malattia del figlio, ma del suo cambiamento, tanto che nell’autismo è definito ‘aiutante naturale'”. A dirlo è Mario Speranza, professore di Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Università di Versailles in occasione della conferenza internazionale Aepea. “I genitori sono diventati alleati dei terapeuti e mediatori del cambiamento”, sottolinea Speranza.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»