‘Trecento euro per salire sul palco’: scoperta la truffa al Mei

Sangiorgi: "Presentato esposto, un bene denunciare e non lasciar perdere"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Se ti interessa ho uno spazio disponibile sul palco principale del Mei di Faenza. Come sai, quest’anno il palco sarà uno solo”, lo spazio disponibile “è di 20 minuti”, sarai messo in scaletta “con grandi nomi”, ma “abbiamo purtroppo un solo posto a 300 euro“. Un tentativo di truffa che ha riguardato il Mei, il più importante Festival della Musica Indipendente italiana in programma dal 2 al 4 ottobre a Faenza, è stato scoperto e denunciato dagli organizzatori dell’evento. A rivelarlo il patron Giordano Sangiorgi. La truffa, un messaggio allettante attraverso i classici canali social, è stata portata avanti da un presunto promoter: “Si è palesato e si è scusato attraverso Facebook- spiega Sangiorgi- Lo abbiamo stoppato. Andava in giro attraverso i vari social a vendere un posto a 300 euro sul palco del Mei, quando noi siamo noti per combattere i contest dove si paga. Da noi si è sempre suonato gratuitamente. Abbiamo stoppato questo tentativo di truffa, presentando un esposto alla Polizia di Stato e alla Postale per questo comportamento. Abbiamo così scoperto questo mondo che si aggira per truffare artisti emergenti, sogni e speranze”. Così sono arrivate “decine e decine di segnalazioni. Sia sulla persona che ha fatto la truffa, sia a proposito di altre modalita truffaldine che si aggirano attorno a questo mondo”.

In passato, rivela Sangiorgi, “è capitato di ricevere notizie di Festival farlocchi che promettevano mari e monti e tra i premi inserivano anche il Mei e a nostra insaputa. Era qualche tempo che non mi capitavano queste cose. Grazie all’artista che ha segnalato, che ci ha messo la faccia, magari altri hanno lasciato perdere. È un bene dirlo subito, si fermano persone con intenzioni poco chiare che possono danneggiare artisti. La nostra azione va diramata a largo raggio, ci ha permesso di monitorare questa persona, di scoprirla. Ha chiesto scusa, con delle motivazioni poco chiare”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

24 Settembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»