Report del Consiglio Grande e Generale del 23 settembre – sessione pomeriggio

Di seguito una sintesi degli interventi
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Nel pomeriggio prosegue il dibattito sul tema della giustizia all’interno del Consiglio Grande e Generale. Ancora scambi di accuse tra maggioranza e opposizione. Dopo gli interventi della mattina, spazio alle repliche. “Nessuno ha mai fatto alcun tipo di ingerenza nei confronti dei magistrati – dice il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini -. Non è il sentimento che aleggia in questo Congresso di Stato. Se è vero che non deve esserci ingerenza della politica sulla magistratura, deve avvenire anche il contrario. Ribadisce quindi la “necessità di trovare una figura di magistrato dirigente per riportare serenità all’interno del tribunale”. “Dalle vostre parole – attacca Luca Boschi (Libera) – si capisce benissimo che il Conto Mazzini non solo non andrà avanti, non arriverà alle conclusioni, ma i giudici sono stati lasciati da soli e sono state prese le distanze da quei giudici. “Come può questa Aula impedire a Caprioli di convocare un’udienza e di leggere la sua sentenza? Non abbiamo i poteri di fare questa cosa” è la difesa di Giovanni Zonzini (Rete). “Vogliamo fa concludere Caso Titoli, Conto Mazzini e Tavolucci? Troviamo un punto di incontro su questi tre processi che sono più delicati di altri” afferma Matteo Ciacci (Libera). “Qualcuno – domanda Nicola Renzi (Rf) – ha chiesto al consigliere Belluzzi se le motivazioni” delle sue dimissioni “centrano con la questione giudiziaria che lo ha toccato?”. Si procede quindi all’approvazione dell’Odg delle forze di maggioranza, mentre viene respinto quello di Rf e Libera. Infine si procede alla sostituzione del dimissionario Commissario Iro Belluzzi in seno alla Commissione Affari di Giustizia: al suo posto Matteo Rossi (Npr).

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Di seguito una sintesi degli interventi

Comma25: a) Riferimento del Segretario di Stato per la Giustizia sulle vicende legate al settore giustizia e successivo dibattito

 

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: E’ emersa la necessità di trovare una figura di magistrato dirigente per riportare serenità all’interno del tribunale. Cercare di dipanare le incertezze che sono emerse negli ultimi anni. Io credo sia importante cercare di ridare piena fiducia a tutto il comparto afferente l’attività giudiziaria. Si è parlato tanto di quelle che sono le vicende della magistratura. Va ripristinato un clima di fiducia da questo punto di vista. L’intenzione di questa maggioranza è che tutti i processi possano arrivare a conclusione. Due gruppi di lavoro. Uno afferente la riforma dell’ordinamento giudiziario. Un gruppo di lavoro che possa contemplare la magistratura e la parte politica. Una riforma il più condivisa possibile nel rispetto delle indicazioni degli organismi internazionali ma tarata su una realtà come la nostra. Riforma del codice di procedura penale. Nessuno ha mai fatto alcun tipo di ingerenza nei confronti dei magistrati. Non è il sentimento che aleggia in questo Congresso di Stato. Se è vero che non deve esserci ingerenza della politica sulla magistratura, deve avvenire anche il contrario. Quando giudici scrivono ad organismi di carattere politico, che tipo di azione viene messa in campo?

Luca Boschi (Libera): Una richiesta di incontro dalle 4 alle 5 del pomeriggio non è il modo con cui confrontarsi. Questo vale anche per l’Odg presentato dalla maggioranza. Conto Mazzini. Ieri sono state mosse critiche fortissime, lei oggi Zeppa ci ha risposto in modo insufficiente, soprattutto se sommiamo agli interventi dei suoi colleghi di partito che ancora una volta hanno criticato il titolare del processo. Ora si sente benissimo dalle vostre parole tra le righe che il Conto Mazzini non solo non andrà avanti, non arriverà alle conclusioni, ma i giudici sono stati lasciati da soli e sono state prese le distanze da quei giudici. E’ la cosa che più preoccupa la nostra cittadinanza.

Andrea Zafferani (Rf): Voglio dare notizia dell’Odg che i gruppi di Libera e Rf intendono depositare. Si impegna il Segretario di Stato a non compiere ulteriori atti in materia giudiziaria prima della riforma della giustizia; si impegna il Congresso di Stato ad attenersi alla medesima raccomandazione.

Filippo Tamagnini (Pdcs): Confermo al consigliere Berti che quando parlavamo degli effetti della legge qualificata a margine di un incontro politico, lo ringrazio che l’ha fatto perché conferma la bontà di quanto ho detto ieri, la possibilità che esistano posizioni differenti rispetto a quella prima legge perché concorrono al bene generale. Se siamo ora a parlare degli effetti sulla base del parere del professor Baldassarre, è perché ci sono stati questi momenti di cui parlavo ieri sera. Ho apprezzato l’intervento del collega Ciavatta. Vede la necessità di riparare ad errori fatti nella scorsa legislatura. E’ consapevole che è una strada perigliosa e non perfettamente battuta. Capisco che bisognerebbe che tanti uscissero dalle trincee, perché è questo l’inizio del confronto. Serve la disponibilità di tutti per capire come fare. Qualsiasi altra strada può essere fonte di errori o di conseguenze che non riusciamo ad immaginare.

Marco Nicolini (Rete): Nella pagina del sito ufficiale del Consiglio d’Europa, dedicata alle pubblicazioni all’alto commissario, la notizia su San Marino ha campeggiato per diversi giorni, venendo poi sostituita da una lettera sulla Bielorussia. Si vuole forse sottolineare un certo parallelismo. Prima c’era una notizia rivolta alla Russia, per la quale voi avete sempre nutrito simpatia.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): L’odg della maggioranza ribadisce con forza e violenza gli atti portati avanti dalla maggioranza. Si vuole dare sostanza al parere pro veritate del professore Baldassarre e procedere nella dimensione della sostituzione e della cacciata di tre giudici. E’ una cosa molto grave. Si legge proprio chiaramente.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): L’unico che ha interrotto il Conto Mazzini in questi anni è il giudice Caprioli. Ci eravamo messi a difesa della Reggenza. Come fa Boschi a dire queste cose, che lui quelle pressioni le aveva vissute? Come si fa a dire questa cosa? A portare questa incoerenza in Aula? E’ una vergogna. Perché dobbiamo portare il dibattito a questi livelli di bassezza. Come si può dire a Rete che vuole bloccare il Conto Mazzini? Per quali interessi dovremmo farlo?

Vladimiro Selva (Libera): Io credo che questa maggioranza stia ingerendo in maniera enorme sul tribunale. Quei ricorsi hanno un ambito strettamente amministrativo. Mi stupisce che i membri della maggioranza non si facciano delle domande dopo le dimissioni di persone equilibrate da quella Commissione. Voi volete tirare dritto su qualcosa che avevate deciso già prima.

Gian Nicola Berti (Npr): La Reggenza ritenne, a cautela di tutti quanti e delle istituzioni della Repubblica, ritenne di chiedere un approfondimento sulla valenza delle normative. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Adesso è arrivato il parere. Adesso questa maggioranza ritiene si debbano andare a riprendere quelle deliberazioni che avevano vizi di legittimità. Per individuare i limiti di queste violazioni di legge. Vogliamo fare finta di niente ed assumervi le responsabilità?

Pasquale Valentini (Pdcs): Parto dall’immagine che il consigliere Zeppa ha evocato. Molte volte nella discussione sul perché si doveva procedere in un certo modo mi veniva risposto esattamente quello che diceva Zeppa. Dando per acquisito questo clima. Se non spariamo noi, sparano gli altri. Avevamo capito che eravamo venuti qui tutti per superare un clima di guerra.

Alessandro Bevitori (Libera): Il metodo che è stato utilizzato nella scorsa legislatura sicuramente non è stato corretto. I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Siamo disponibili a un confronto per portare avanti qualcosa in maniera comune, noi come Libera questo passo lo stiamo facendo senza chiedere nulla. Nell’esclusivo e supremo interesse del Paese. Disponibili ad elevare il confronto ed abbandonare lo scontro tra le due faide. Il professore Baldassare non conosce le leggi sammarinesi, il suo parere è viziato da errore. Dovremmo fermarci un attimo e non andare avanti a testa bassa. Raccogliamo i cocci. I danni saranno sul Paese.

Matteo Ciacci (Libera): Vogliamo fa concludere Caso Titoli, Conto Mazzini e Tavolucci? Troviamo un punto di incontro su questi tre processi che sono più delicati di altri perché fanno riferimento anche a precedenti esperienze politiche. Non stiamo riuscendo a raggiungere questo punto di equilibrio. Questo è il vero tema.

Giovanni Zonzini (Rete): Propriamente gli amici del Conto Mazzini non siamo. Vogliamo fare andare avanti quei procedimenti? Sì. Ma se anche fosse, no? Come può questa Aula impedire a Caprioli di convocare un’udienza e di leggere la sua sentenza? Non abbiamo i poteri di fare questa cosa.

Nicola Renzi (Rf): Ho cercato di mettere sul tavolo la mia massima disponibilità facendo mea culpa se colpe ci sono state. Da parte della maggioranza non c’è stato lo stesso atteggiamento. Perché stiamo facendo questo? Perché si fronteggiano due persone con il fucile puntato ed entrambe possono sparare. Non so se vi rendete conto della gravità di una affermazione di questo tipo. Si può morire in tanti modi. Professionalmente. Politicamente. Per ostracismo deciso da tutti, magari dal pensiero dominante. Su Belluzzi. Ci sono state tante prese di posizione della maggioranza che puntavano il dito contro Belluzzi. Solo un partito ha lasciato aperto il campo: sarebbe grave se qualcuno avesse usato quell’atteggiamento strumentalmente per colpire Belluzzi. Noi oggi siamo qui per votare il successo. Qualcuno ha chiesto al consigliere Belluzzi se le motivazioni centrano con la questione giudiziaria che lo ha toccato? Qualcuno glielo ha chiesto?

Gerardo Giovagnoli (Npr): Serve un momento di pausa in cui ci mettiamo un attimo a ragionare. Non sui fatti dell’ultimo momento ma sui fatti degli ultimi decenni. Anche a San Marino non si è fatto un processo di elaborazione e digestione di un periodo in cui la politica ha avuto talmente tanto controllo da poter condizionare tutto.

Oscar Mina (Pdcs): Si dice che il professor Baldassarre non conosce le leggi sammarinesi. Lei, Bevitori, sta alludendo che un emerito costituzionalista, non conosce il nostro ordinamento? Mi meraviglio di lei. Si rende conto oppure no?

Sara Conti (Rf): Abbiamo tradotto il contenuto della lettera del commissario per i diritti umani. Se si scrive una cosa del genere, il commissario ha forse intravisto azioni che possono mettere a repentaglio il sistema giudiziario. Inutile dire che si vogliono evitare gli errori e riportare l’equilibrio all’interno del tribunale. Non mi pare questo il metodo giusto. Falciando quelli che non vi vanno bene e lasciando quelli che sono giusti per voi.

Paolo Rondelli (Rete): Le ricordo, Conti, quello che ho detto ieri. Se ci sono stati una serie di fatti, va comunque chiarito. Se ci sono situazioni – e le abbiamo stabilite nel corso del dibattito – che ci rendono perplessi sul funzionamento del tribunale e gli equilibri al suo interno, dobbiamo farlo ma pacatamente. La invito, Conti, a calmarsi, come invito a calmarsi tutti gli altri per ragionare. L’ordine del giorno verrà posto in votazione, ciascuno esprimerà la propria posizione. Smettiamola di guardarci in cagnesco o di puntare il dito l’uno con l’altro.

Denise Bronzetti (Npr): Vediamo se è possibile chiarire la posizione rispetto al giudice Caprioli. Lui era stato sollevato da tutto il resto del lavoro, affinché potesse seguire solo il Conto Mazzini, che noi vogliamo sia portato a termine, e anche velocemente. Chi è sincero in quest’Aula, dovrà anche ammettere che quei numeri sono scritti. Oppure non li avete letti? Non avete letto i dati? Io credo – a seguito di questa posizione che l’allora minoranza aveva tenuto e ha sempre tenuto e oggi ribadisce in quest’Aula – che non c’era la necessità di procedere con l’assunzione di altri due giudici di appello.

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24 Settembre 2020
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