VIDEO | Scuola, prime campanelle a Napoli tra mascherine, turni e distanziamenti

Il rientro in aula degli studenti del liceo classico Adolfo Pansini di Napoli. La preside: "Preparazione intensa per una riapertura serena"
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di Flavio Russo

NAPOLI – Primo giorno di apertura per le scuole campane, prima campanella dopo più di 6 mesi di banchi vuoti e silenzio nelle aule. Al liceo classico Adolfo Pansini di Napoli, tre sedi dislocate tra il Vomero e Soccavo, l’esame del rientro comincia fuori dai portoni della sede centrale, in piazza Quattro Giornate. Alle 7:50 i ragazzi dell’ultimo anno sono già disposti in fila indiana sul marciapiede davanti all’ingresso, distanziati alla buona e mascherina sul viso. Vengono chiamati ad alta voce dal personale della scuola, uno alla volta, divisi per classe e in ordine alfabetico e viene loro misurata la temperatura con le pistole-termometro. Mentre sono in attesa uno di loro racconta alla Dire: “È un primo giorno di scuola particolare, siamo pronti ad ogni tipo di misura e siamo felici di poter tornare a scuola in presenza: certamente meglio della didattica a distanza. Negli ultimi giorni sono state stabilite le ultime cose e siamo pronti ad applicare tutte le misure di precauzione che ci sono state dettate dalla scuola tramite mail: mascherina prima di entrare, distanziamento, saremo scaglionati in due metà ed entreremo a giorni alterni“. Alle 8:10 tocca agli altri alunni per cui oggi è previsto il rientro, quelli delle quarte ginnasio (le restanti classi entreranno tra venerdì e sabato). Molti dei più piccoli sono accompagnati dai genitori che fotografano da lontano i figli in attesa dell’ingresso.

“La scuola ha gestito bene il rientro pubblicando tutto sul sito – ci dice una madre -, ci ha informato degli orari, delle norme anti-covid, di sicurezza, i distanziamenti, i doppi turni. Al momento siamo stati avvertiti di tutto”. Un’altra madre ci parla serena: “Oggi è il primo giorno e non sappiamo ancora nel dettaglio quello che succederà nelle settimane a seguire. Ci hanno detto solo l’essenziale – continua -, in modo sintetico, senza fare polemiche e senza lamentarci di niente, questo è il motto della preside”.

Una preside al primo anno da dirigente del Pansini, Daniela Paparella, che descrive alla Dire le modalità del rientro: “Eravamo tutti preoccupati, ma siamo pienamente soddisfatti. Abbiamo raccolto i frutti di una preparazione intensa. Sono giorni e forse anche mesi che ci stiamo preparando per la riapertura”. Quella del Pansini è una realtà particolare, racconta, perché “abbiamo due situazioni diverse, una in centrale e una in succursale. Nel primo plesso abbiamo più alunni e la maggior parte dei ragazzi verrà divisa in gruppi classe: a turno il gruppo classe che è in aula con i docenti lavorerà con i compagni che sono a casa e la didattica a distanza funzionerà in sincrono con quella in presenza. In succursale – prosegue – ci sono spazi maggiori: abbiamo avuto la possibilità di distanziare i banchi secondo quelle che erano le prescrizioni e le norme e la maggior parte dei ragazzi riesce a stare comunque in presenza”.

Ministero e Regione hanno in parte contribuito al buon andamento del primo giorno di scuola: “Abbiamo avuto sanificanti e mascherine dalla Regione, aspettiamo il resto del materiale. Per quanto riguarda la distribuzione del ministero solo una volta siamo riusciti ad avere delle mascherine, ma da Roma – continua Paparella – sono arrivati i fondi Covid richiesti, che ci permettono di stare in serenità: per il personale, docente e non docente, in vista di possibili sostituzioni o integrazioni”. In quanto ai celebri banchi singoli con le rotelle la preside ci dice: “Probabilmente non sono stati richiesti dal dirigente che mi ha preceduto, anche se in realtà abbiamo avuto problemi a disfarci dei banchi che al momento sono in più in virtù della contingentazione”.

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24 Settembre 2020
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