Crollo nascite, in Italia diminuiscono (ancora) del 12%

Il 6% dei nuovi nati vede la luce in ospedali con meno di 500 parti l'anno
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ROMA – In Italia continua il crollo delle nascite, che calano ulteriormente “del 12%, superando di poco i 400 mila nati”. A spiegarlo all’agenzia Dire è Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), commentando i risultati del recente Certificato di assistenza al parto (CeDAP), analisi dell’evento nascita nel 2016, a cura del ministero della Salute.

“Il 6% dei nuovi nati- prosegue Rino Agostiniani, vicepresidente della Sip, vede la luce in ospedali con meno di 500 parti l’anno, nonostante dal 2010 sia stato messo in atto un provvedimento legislativo per cercare di riorganizzarli, così da favorire una maggiore concentrazione dei parti in un minor numero di punti. Sappiamo bene, infatti- precisa Agostiniani- che c’è una stretta correlazione tra numero di nati e sicurezza delle cure”. Denatalità e sicurezza sono quindi le due parole d’ordine da cui la Sip intende ripartire. E sull’organizzazione dei punti nascita Villani conclude: “Devono avere un determinato numero di nascite, ma soprattutto delle expertise”.

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24 Settembre 2019
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